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comunicato stampa LEGAMBIENTE LOMBARDIA
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| Milano, 26 gennaio 2009 Comunicato stampa | ||||
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Rischio collasso per la Milano – Meda
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| LA PEDEMONTANA RISCHIA DI PARALIZZARE LA MOBILITA' DEL NORD MILANO | ||||
| Occorre aumentare le mitigazioni ambientali dell'autostrada e investire sul trasporto pubblico e l'interscambio ferro-gomma' |
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| La revisione del progetto per il tratto di Pedemontana più
critico, tra Lentate sul Seveso e Bovisio Masciago, non attenua la
forte preoccupazione di ambientalisti e residenti nei confronti di
quella che è la più grande e costosa infrastruttura
programmata nei prossimi anni in Lombardia (il triplo di Malpensa), con
i suoi 67 km di asse autostradale. Nei 10 km di fuoco tra Lentate e
Bovisio, la Pedemontana confluisce in una delle più
congestionate e pericolose arterie stradali della metropoli, la
famigerata Milano - Meda, che verrà ampliata a tre corsie dalle
attuali due. Ma con una ipotesi di raddoppio dei volumi di traffico non
c'è spazio per ottimismi : la nuova corsia certamente non
sarà sufficiente ad impedire che le decine di migliaia di
veicoli che percorreranno la Pedemontana finiscano in un pauroso e
quotidiano ingorgo, evitabile solo con un salto di qualità
nell'offerta di servizi ferroviari per i pendolari diretti a Milano. Il progetto originale di Pedemontana prevedeva per questo tratto una soluzione ardita ed ambientalmente devastante: una strada su due livelli, con le corsie autostradali chiuse in un tunnel artificiale, sul cui 'tetto' avrebbe continuato a scorrere la viabilità locale. 'Per i comuni già oggi attraversati dalla Milano Meda sarebbe stata una catastrofe, che avrebbe comportato gravissimi problemi di attraversamento e, nel nostro caso, anche un danno inaccettabile per il Bosco delle Querce di Seveso - spiega Gemma Beretta, presidente di Legambiente Seveso - Il nuovo progetto probabilmente ridurrà l'impatto dell'opera su territorio e traffico locale, ma non impedirà il severo aumento dell'inquinamento, visto che ci aspettiamo un raddoppio dei flussi di traffico e, soprattutto, un forte aumento del trasporto pesante'. Per questo gli ambientalisti brianzoli, da sempre fortemente critici nei confronti di un'opera che si inserisce in uno dei tessuti più urbanizzati d'Europa, chiedono maggiori mitigazioni ambientali per impedire che il loro territorio diventi invivibile 'Chiediamo che i soldi risparmiati con questa variante di progetto vengano destinati ad aumentare le mitigazioni, per attenuare l'impatto dell'infrastruttura e destinare a verde tutte le superfici frapposte tra la futura autostrada e i quartieri'. I soldi risparmiati non sono pochi: le prime stime parlano di ben 150 milioni di euro (l'intera infrastruttura costerà 4,6 miliardi di euro), ma potrebbero essere molti di più i soldi da investire in maggiori compensazioni ed investimenti per la mobilità sostenibile. A sostenere gli ambientalisti brianzoli scende in campo Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia , che denuncia l'insufficienza della ricetta tutto-autostradale per fronteggiare i gravi problemi di mobilità del Nord Milano. 'L'area metropolitana ha problemi complessi che richiedono una strategia più articolata di un semplice corridoio autostradale. Occorre mettere in campo investimenti per impedire l'aumento di traffico, trasferendo sul ferro il massimo numero di spostamenti, in primo luogo quelli da e per il capoluogo regionale: per questo chiediamo che la realizzazione della nuova autostrada sia subordinata ad un piano per il rafforzamento del trasporto ferroviario tra Brianza e Milano, anche attraverso parcheggi e stazioni di interscambio, che favoriscano il trasbordo dei pendolari dall'auto al treno. Una cosa è certa: non c'è più spazio per un aumento del traffico nell'area milanese'. |
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| LEGAMBIENTE LOMBARDIA | ||||
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