ALBIATE
AICURZIO
ARCORE
BARLASSINA
BELLUSCO
BERNAREGGIO
BIASSONO
BOLTIERE
BONATE SOPRA
BONATE SOTTO
BOTTANUCO
BOVISIO-MASCIAGO
BREGNANO
  BREMBATE
CANTELLO
CAPRIATE SAN GERVASIO 
CARATE BRIANZA
CARBONATE
CASNATE CON BERNATE
CARNATE
CARIMATE
CASSANO MAGNAGO 
CASTIGLIONE OLONA
CERMENATE   
CERIANO LAGHETTO
CESANO MADERNO 
CHIGNOLO D'ISOLA
 CIRIMIDO
  CISLAGO
CLIVIO
COGLIATE
COMO
CORNATE D'ADDA
DALMINE
DESIO
FAGNANO OLONA
FENEGRO'
FILAGO
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GERENZANO
GORLA MAGGIORE
 GORLA MINORE  
GRANDATE
LAZZATE 
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LESMO
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LIPOMO
LISSONE
LOCATE VARESINO
LONATE CEPPINO
LOMAZZO
LOZZA
MACHERIO
MADONE
MALNATE
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PRESEZZO
RESCALDINA
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SEVESO
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SULBIATE
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TREZZO SULL'ADDA
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VILLA GUARDIA
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comunicato stampa 

PEDEMONTANA: BOCCIATA LA B2 VELOCE, GUARDIAMO AL DOPO

Desio, 27 gennaio 2009. Si cominciano e vedere i frutti di un grosso lavoro che la rete ha compiuto in questo anno di lavoro. Possiamo intanto annunciare che a breve, in una conferenza stampa congiunta con la Provincia di Milano, il coordinamento sarà in grado di presentare un documento programmatico e di strategie comuni stilato, grazie all’impegno incessante dei gruppi nati nelle collettività locali che aderiscono al coordinamento, d’intesa con la Provincia di Milano, alla quale aveva avanzato tutti i propri timori in merito all’infrastruttura. L’altra faccia della medaglia, di questa importante condivisione di obbiettivi, è l’inconsistenza, e la scandalosa latitanza della regione Lombardia e delle altre province da noi interpellate: Varese e Como. Sulle province inconsistenti, rilanceremo le nostre richieste proprio a partire dal documento della Provincia di Milano; alla regione Lombardia invece, faremo sentire le nostre ragioni nell’audizione ottenuta dal coordinamento presso la V commissione regionale territorio, che si terrà il 4 febbraio alle ore 16:30, presso la sede regionale. In quella sede ribadiremo a gran voce le nostre richieste, porteremo la nostra voce forte e chiara: richiameremo alle proprie responsabilità la regione, che sinora non ha impegnato un proprio centesimo, nonostante le promesse, per ampliare le compensazioni messe in campo di Pedemontana, allo scopo di garantire al meglio la salute dei cittadini lombardi. Regione Lombardia, sinora, sui punti riguardanti l'ambiente, la conservazione del territorio e la salute dei cittadini si è nascosta, lasciando che fosse la società Pedemontana, con tutti i suoi limiti, a proporre e portare avanti il progetto delle compensazioni, anziché farsi carico della valutazione dell'intero progetto all'interno di una coerente pianificazione territoriale, divenendo regia positiva dell'intero processo, coordinando e finanziando ulteriori compensazioni. Al contrario, sulla tratta B2 (Milano-Meda), e sull'affossamento del progetto preliminare, che aveva suscitato anche all'interno del nostro coordinamento forti perplessità, ma che era comunque un'alternativa (ed era stato il risultato di un processo collaborativi fra tutte le amministrazioni coinvolte), in modo arbitrario e dirigista si è rimangiata la parola rimettendo in discussione tutto, a scapito della salute dei cittadini. Grave, in particolare, l'avere consentito la deroga per l'attraversamento delle zone contaminate da diossina all'interno del Bosco delle Querce. La soluzione proposta recentemente è certamente meno impattante di quella presentata inizialmente: l’eliminazione della strada di arroccamento, infatti, provocherà una diminuzione dell’asse autostradale e quindi anche una minore movimentazione di terra inquinata dalla diossina in caso di cantierizzazione; gratuità del pedaggio della nuova infrastruttura per i comuni frontisti. Ciò non toglie che l’impatto sarà comunque molto forte. Il coordinamento, da sempre contrario alla costruzione di Pedemontana, è da più di un anno che ha unito la lotta di decine di associazioni che si sono battute per anni singolarmente, allo scopo di monitorare seriamente la costruzione di Pedemontana. Se Pedemontana non si dovesse fare, certamente saremmo i primi a gioirne, ma non ci facciamo illusioni, anche perché i terreni liberati dall’infrastruttura, certamente l’indomani non diverrebbero un parco regionale, ma sarebbero occupati in breve tempo dall’edificazione selvaggia. La rete ha cercato, e continua a cercare il dialogo con i comitati dei cittadini cesanesi, ben solidale alle loro preoccupazioni sulla tratta B2 del progetto preliminare. La tratta B2 passa infatti nella parte più urbanizzata del percorso, saldando di fatto i comuni di Meda, Seveso, 

Cesano Maderno, Seregno e Desio come fosse un'unica città, per questo la rete ha chiesto una forte riduzione dell'impatto e un'altrettanta forte compensazione nel bosco delle Querce. Durante la vicenda, sviluppatasi dalla proposta B2 veloce, sono volati a volte paroloni fuori luogo da parte soprattutto della lista civica Seveso Viva. Invitiamo quindi tutti i comitati di Cesano Maderno, che sinora sono stati presi in giro con proposte irrealizzabili ed avanzate fuori tempo massimo, ad unire le forze con noi per non peggiorare le carte in tavola e per monitorare strettamente il progetto avanzato allo scopo di avere il meglio da quello che è stato proposto. E ciò che la nuova proposta B2 ha messo in campo non è poco. Avanzeranno circa 150 milioni di euro che Pedemontana si è impegnata a spendere su questo territorio. Cosa chiedere? Compensazioni ambientali maggiori e migliori, svincoli con minor impatto, miglioramento della viabilità complessiva d’area con un piano complessivo ed un rafforzamento dell’intermodalità ferro-gomma, del trasporto locale e della mobilità lenta. Le sfide future che ci attendono sono certamente tante, ma non ci spaventano. Vogliamo che la regione dia nuovo stimolo alla Pedemontana ferroviaria; Vogliamo migliorare al massimo tutti i punti critici del tracciato che ci sono e che restano (le colline di Bernate, la tratta "Milano-Meda", il bosco della Moronera che rischia la cancellazione e la stazione di servizio prevista a Mozzate, il bosco dell’Itala); Vogliamo esserci sino alla fine, seguendo l’approvazione del progetto sino all’ultimo stadio esecutivo e sino alla scrittura ed alla concessione degli appalti. Stiamo anzi già lavorando pensando al futuro. Dopo l’audizione presso la V commissione territorio della regione Lombardia, organizzeremo un convegno a marzo, di cui a brevissimo daremo notizia, in cui presenteremo una nostra proposta per il futuro degli spazi liberi della Brianza Centrale (spina dorsale della rete ecologica della futura provincia di Monza e della Brianza); per rilanciare l’azione dal basso delle associazioni e dei comitati locali; per ricordare il fondamentale ruolo ecologico ed ambientale dei PLIS e dei parchi regionali esistenti nell’area di riferimento; per rimarcare l’importanza del PLIS “Brianza Centrale” che l’amministrazione comunale di Seregno ha intenzione di smantellare; per stimolare la concretizzazione della proposta fatta dai comuni di Albiate-Lissone-Macherio-Sovico per la creazione di un nuovo PLIS. Abbiamo infine ottenuto un altro importante risultato, il progetto delle compensazioni ambientali è stato stilato nella versione definitiva e verrà presentato da Società Pedemontana per l’approvazione del CIPE, come avevamo chiesto. Se sarà approvato, verrà di conseguenza inserito nella legge obbiettivo, e le compensazioni saranno un po’ più vicine cominciando a prendere una certa consistenza. Pensiamo comunque anche al futuro delle aree di compensazione. Dopo che gli interventi saranno stati eseguiti da Pedemontana, vogliamo venga costituita una fondazione di scopo che unisca province, parchi regionali e PLIS, a cui cedere le aree per la manutenzione dei progetti realizzati; manutenzione che sarebbe possibile semplicemente destinando una percentuale degli introiti derivati da pedaggi a tale scopo. Rilanceremo ancora con forza la richiesta per un piano d’area regionale, per evitare che i terreni accanto alla Pedemontana vengano urbanizzati ed al contrario rimangano liberi. Vogliamo un’autostrada senza cemento. I PGT che stiamo vedendo, non vanno in questa direzione e non ci piacciono. Abbiamo iniziato a presentare delle osservazioni in merito ai PGT di Albiate, Carate Brianza e Desio. Diciamo un grosso BASTA all’urbanizzazione selvaggia ed invitiamo tutti i cittadini che sono stufi di questi interventi inutili, lontani anni luce dalla sobrietà ed al risparmio delle risorse che chiediamo, di fare altrettanto e di darci una mano in questa direzione.

INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE  

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