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Lomazzo  


      
IL TANGO DELLA MORONERA (PARTE PRIMA)
  
IL TANGO DELLA MORONERA (PARTE SECONDA)
     
PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI  CIPE
 
PRESCRIZIONI   ESTRATTO
 
47)  Svincolo Lomazzo: dovrà essere garantito il coordinamento tra APL/CAL e ASPI/ANAS dei progetti esecutivi e dei dettagli tecnico attuativi tra il progetto della autostrada Pedemontana e il progetto di ampliamento a 3 corsie della A9 in capo ad ASPI.
  
48) Attraversamento del torrente del Lura: si chiede un'attenta progettazione architettonica dei ponte sul torrente Lura.
 
78) Intersezione: tratta B1, linea FN Saronno-Como, Comune di Lomazzo: L'opera si configura come opera sostitutiva all'attraversamento ferroviario, si chiede di valutare in fase di progettazione esecutiva con l'amministrazione comunale competente, Regione Lombardia e FN, la definizione in dettaglio dell'intervento al fine di pervenire alla chiusura del passaggio a livello.
 
93) Relativamente alle opere a verde di inserimento paesistico-ambientale (mitigazioni) dovranno migliorarsi gli interventi previsti nella tratta do Cassano Magnago a Lomazzo uniformandoli quelli previsti nelle altre tratte.
 
98) Si raccomanda l'ottemperanza alle norme relative alla definizione degli interventi compensativi legati alla distruzione del bosco (art. 4 del D. Lgs. 227/2001, art. 43 della L. r. 31/2008 e d.g.r. 675/2005 e s.m.i.).
 
106) Fatto salvo quanto previsto dall'art. 96 del R.D. n. 523/1904 in merito alle opere vietate in modo assoluto, la realizzazione di ogni singola opera/manufatto, manufatto di mitigazione, opera provvisionale ed opera provvisionale di cantiere
 
Regio decreto 25.07.1904, n. 523
(Gazzetta Ufficiale 7 ottobre 1904, n. 234)
  
Articolo 96 - [Lavori ed atti vietati in modo assoluto sulle acque pubbliche]

Titolo Unico - Delle acque soggette a pubblica amministrazione Capo VII - Polizia delle acque pubbliche

Sono lavori ed atti vietati in modo assoluto sulle acque pubbliche, loro alvei, sponde e difese i seguenti:

a) la formazione di pescaie, chiuse, petraie ed altre opere per l'esercizio della pesca, con le quali si alterasse il corso naturale delle acque. Sono eccettuate da questa disposizione le consuetudini per l'esercizio di legittime ed innocue concessioni di pesca, quando in esse si osservino le cautele od imposte negli atti delle dette concessioni, o già prescritte dall'autorità competente, o che questa potesse trovare conveniente di prescrivere;

b) le piantagioni che si inoltrino dentro gli alvei dei fiumi, torrenti, rivi e canali, a costringerne la sezione normale e necessaria al libero deflusso delle acque;

c) lo sradicamento o l'abbruciamento dei ceppi degli alberi che sostengono le ripe dei fiumi e dei torrenti per una distanza orizzontale non minore di nove metri dalla linea in cui arrivano le acque ordinarie. Per i rivi, canali e scolatoi pubblici la stessa proibizione è limitata ai piantamenti aderenti alle sponde;

d) la piantagione sulle alluvioni delle sponde dei fiumi e torrenti e loro isole a distanza dalla opposta sponda minore di quella, nelle rispettive località, stabilita o determinata dal prefetto, sentite le amministrazioni dei comuni interessati e l'ufficio del Genio civile;

e) le piantagioni di qualunque sorta di alberi ed arbusti sul piano e sulle scarpe degli argini, loro banche e sottobanche, lungo i fiumi, torrenti e canali navigabili;

f) le piantagioni di alberi e siepi, le fabbriche, gli scavi e lo smovimento del terreno a distanza dal piede degli argini e loro accessori come sopra, minore di quella stabilita dalle discipline vigenti nelle diverse località, ed in mancanza di tali discipline, a distanza minore di metri quattro per le piantagioni e smovimento del terreno e di metri dieci per le fabbriche e per gli scavi;

g) qualunque opera o fatto che possa alterare lo stato, la forma, le dimensioni, la resistenza e la convenienza all'uso, a cui sono destinati gli argini e loro accessori come sopra, e manufatti attinenti;

h) le variazioni ed alterazioni ai ripari di difesa delle sponde dei fiumi, torrenti, rivi, canali e scolatori pubblici, tanto arginati come non arginati, e ad ogni altra sorta di manufatti attinenti;

i) il pascolo e la permanenza dei bestiami sui ripari, sugli argini e loro dipendenze, nonché sulle sponde, scarpe, o banchine dei pubblici canali e loro accessori;

k) l'apertura di cavi, fontanili e simili a distanza dai fiumi, torrenti e canali pubblici minori di quella voluta dai regolamenti e consuetudini locali, o di quella che dall'autorità amministrativa provinciale sia riconosciuta necessaria per evitare il pericolo di diversioni e indebite sottrazioni di acque;

l) qualunque opera nell'alveo o contro le sponde dei fiumi o canali navigabili, o sulle vie alzaie, che possa nuocere alla libertà ed alla sicurezza della navigazione ed all'esercizio dei porti natanti e ponti di barche;

m) i lavori od atti non autorizzati con cui venissero a ritardare od impedire le operazioni del trasporto dei legnami a galla ai legittimi concessionari;

n) lo stabilimento di molini natanti. (1) (2)

 -----

(1) Sono soppressi i consorzi idraulici di terza categoria ed abrogate le disposizioni del presente decreto relative alla costituzione degli stessi in virtù dell'art. 34, L. 18.05.1989, n. 183 (G.U. 25.05.1989, n. 120 S.O.).

(2) La presente lettera è stata aggiunta dall'art. 22 , L. 13.07.1911, n. 774 (G.U. 03.08.1911, n. 181).
 
110) I valori delle portate da scaricarsi nei corsi d'acqua appartenenti al Reticolo Idrico principale della Regione Lombardia dovranno essere calcolati puntualmente al fine di verificare la portata massima sostenibile nella sezione più deficitaria. 1 volumi d'acqua eccedenti, tali da mettere in crisi il sistema, dovranno essere opportunamente volanizzati per tutta la durata temporale dell'onda di piena.
 
240) Tratta B1 - Far proseguire il tratto di viabilità locale prevista in adiacenza alla Pedemontana, in sottopasso alla strada provinciale SP 30 e alla linea ferroviaria Milano - Saronno, in comune di Lomazzo, fino all'incrocio con le strade comunali esistenti, precisamente via Cadore e via delle Braghe.
 
241) Svincolo di Lomazzo - Verificare la possibilità di realizzare lo svincolo di interconnessione con l'autostrada A9 in sovrappasso, previa verifica e assenso del Ministero dell'Ambiente e dei ministero dei Beni e Attività Culturali in fase di progettazione esecutiva, con minimizzazione del sacrificio di superficie boscata e minor durata dei cantieri (vedere allegato a Nota del Presidente della Regione Lombardia del 09/10/2009, prot. 51.2009.0098300).
 
RACCOMANDAZIONI
 
43) Provincia di Como - Porre particolare attenzione in sede progettuale a quegli interventi ricadenti in aree poste entro elementi costitutivi fondamentali della Rete Ecologica Provinciale (aree sorgenti di biodiversità, corridoi ecologici, stepping stones), quali gli estesi nuclei boschivi di Mozzate e di Lomazzo, le valle del Lura e del Seveso, la piana del Bassone ecc., purché senza aggravio di costi.
 
1)173) Tratta B1 - L'allargamento della sede viaria, a titolo di esproprio temporaneo, previsto per la strada detta via delle Braghe, nel comune di Lomazzo, sia traslato verso terreni agricoli non edificati lasciando intatte le recinzioni e i relativi sottoservizi delle abitazioni esistenti, purché senza aggravio di costi.

   
174)Tratta B1 - Verificare, in sede di progetto esecutivo, la stabilità del versante interessato dalla vasca di laminazione alla progressiva 2+025, in comune di Lomazzo.
   
175)Tratta B1 - Verificare la possibilità di traslare le aree da occupare temporaneamente previste nei mappali 1906 - 6062 (ex 1902) - 3790 - 6060 (ex 3587), in comune di Lomazzo, sui mappali 4009 - 6060 (ex 800), al fine di salvaguardare il Piano Attuativo in fase di approvazione, purché senza aggravio di costi.
   
PRESCRIZIONI COMPLETE
   
 
   
Servizio di RAI3 sul Bosco della Moronera a Lomazzo.
a cura di Immaginalomazzo e rai tre
 
Osservazioni presentate da  Insieme   in   rete   per   uno   sviluppo   sostenibile
 
OSSERVAZIONI GENERALI DEL 09 GIUGNO 2009
 
OSSERVAZIONI AL PROGETTO DEFINITIVO DI AUTOSTRADA PEDEMONTANA COMUNE di LOMAZZO
 

TRACCIATO AUTOSTRADA PEDEMONTANA

 
  • Chiediamo l'interconnessione con la A9 sopraelevata, anzichè interrata, per i seguenti motivi:
     

  • rischio idrogeologico; un taglio così lungo in direzione est/ovest mette a rischio il regolare deflusso delle acque di falda superficiale e a rischio di frana i terreni. Va inoltre considerata la pericolosità delle acque portate in momenti di piena e grandi piogge, dalla roggia a sud al confine con Turate.

  • azzeramento o drastica riduzione del corridoio per la fauna e i mezzi agricoli;

  • disboscamento maggiore di 2,5 volte.

  • spostamento della A9 per 1,5 km a causa della cantierizzazione, con ulteriore disboscamento ed enorme spreco di denaro per il necessario disfacimento della futura terza corsia.

  • generale trasformazione dell’area in ambiente innaturale e artificiale.

  • spreco di denaro: l'opzione sopraelevata avrebbe un costo inferiore con conseguente avanzo economico, da destinare ad effettive compensazioni ambientali.

  • Per attutire l'impatto visivo, sarebbe opportuno che il ponte sulla Moronera fosse un'opera architettonica di pregio (cfr. l'attraversamento dell'Adda -arch. Galfietti).

  • Preferiremmo un'opera su piloni e non su massicciata, per permettere la continuità del bosco sottostante e il corridoio ecologico degli animali.

  • Preferiremmo che l'opera fosse progettata da Pedemontana spa e non dal general contrator.

  •  Preferiremmo che al posto di vasche di raccolta in cemento si realizzassero vasche di fitodepurazione della acque reflue dalla carreggiata, più naturali e consone al bosco, in condivisione con quelle della A9.

  • Chiediamo che le compensazioni forestali siano aggiuntive delle compensazioni ambientali.

 

TRACCIATI COMPLEMENTARI

 

Previsione di un piano strategico della viabilità, anche in collaborazione con Pedemontana.

 
MITIGAZIONI AMBIENTALI
 

Sarebbe auspicabile la posa di una serie di pannelli fotovoltaici adiacenti alle strutture fonoassorbenti, a margine dell’autostrada (come avviene in Svizzera da anni). Questo permetterebbe di mitigare il danno ambientale del manufatto, anche solo a livello psicologico, con la prospettiva di una sua utilizzazione per produrre energia alternativa .

 

OPERE DI COMPENSAZIONE AMBIENTALE

 

Richiediamo che:



  • siano destinati fondi più ingenti per il progetto riguardante il quadrante nord est, stanziando la quota parte risparmiata dal Comune di Lomazzo per il passaggio in sopraelevata della A9;

  • si cominci fin da ora a progettare un grande Parco Agro Forestale coinvolgendo la direzione generale della Agricoltura Regionale e di ERSAF

  • siano coinvolti i contadini ed i proprietari dei terreni agricoli in una politica di riqualificazione, per passare dal modello dell'agricoltura “assistita” (con gli attuali fondi Europei) a quello dell'agricoltura “di qualità”, con coltivazioni biologiche differenziate;

  • si vincolino i terreni agricoli e boschivi a non variare destinazione d’uso per i prossimi anni per impedire ogni speculazione edilizia che modifichi la natura agro forestale della zona

  • si attui con i proprietari la politica della convenzione, anzichè quella del semplice esproprio, individuando la forma più opportuna (consorsio di gestione, ecc.) per renderli responsabili delle manutenzioni ed assicurare loro un profitto duraturo anzichè un rimborso che li incentiverebbe a lasciare la zona, con rischio nel medio-lungo termine di campagne disabitate pronte ad essere trasformate in aree industriali

 
 

 
OSSERVAZIONI PRESENTATE DA LEGAMBIENTE LOMBARDIA
   
Sistema Viabilistico Pedemontano - OSSERVAZIONI al progetto definitivo di Legambiente Lombardia   
Milano, 20 maggio 2009                                                  
 
-ESTRATTO-
.......................
OSSERVAZIONE 1: Si propone pertanto il declassamento dell'autostrada, nella tratta Lomazzo-Cassano Magnago (tratta A), a strada di categoria C1 'extraurbana secondaria', eventualmente predisposta per l'adeguamento a classe B 'extraurbana principale'.
In subordine, qualora non si volesse affrontare una simile revisione di tracciato e di rango, si propone di prevedere una realizzazione 'modulare longitudinale' dell'opera sul tracciato previsto, realizzandone dapprima una singola carreggiata a doppio senso di circolazione e rinviandone il completamento a quando (e se!) saranno disponibili dati previsionali sull'orizzonte temporale di saturazione di siffatta, ridotta configurazione.
Analoghe considerazioni valgono per la tratta D (da Carnate a Dalmine). In questo caso la ridondanza dell'infrastruttura è riferita ai flussi 'di accerchiamento' del nodo milanese, in particolare di trasporto pesante in transito, flussi che devono essere scoraggiati (anche con adeguate modulazioni tariffarie) in quanto è di tutta evidenza che la tratta centrale di Pedemontana (tratte B e C), anche se parzialmente ampliata con la terza corsia, NON è in grado di ricevere flussi di traffico di transito che non competono al sistema pedemontano.
..............................
     
OSSERVAZIONE 6: Lomazzo – intersezione Autolaghi: inaccettabile la realizzazione di un complesso sistema di intersezione Pedemontana – Autolaghi nel cuore della vasta area boscata della Moronera. Si chiede una rettifica di tracciato che trasli l'intersezione più a sud. In subordine, si chiede la modifica del disegno degli svincoli e del loro sviluppo altimetrico al fine di ridurre l'invadenza dell'opera anche in rapporto all'ingombro di rilevati e scarpate
       
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LEGAMBIENTE LOMBARDIA - ONLUS - Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale
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e-mail: lombardia@legambiente.org  -  www.legambiente.org
     
   Damiano Di Simine
Presidente Legambiente Lombardia
   
   


        



  






 

 

 
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