Proposta per il parco Regionale
della Brianza Centrale
  
  
 
AGRATE
      
ALBIATE (MB)
  
AICURZIO (MB)
   
ARCORE (MB)
  
BARLASSINA (MB)
  
BELLUSCO (MB)
  
BERNAREGGIO (MB)
   
BESANA BRIANZA
  
BIASSONO (MB)
  
BOVISIO-MASCIAGO (MB)
  
BRIOSCO
   
BRUGHERIO
     
BURAGO MOLGORA
     
BUSNAGO
 
CAMPARADA
   
CAPONAGO
    
CARATE BRIANZA (MB)
    
CARNATE (MB)
      
CERIANO LAGHETTO (MB)
  
CONCOREZZO
   
CORNATE D'ADDA
     
CESANO MADERNO(MB) 
     
DESIO (MB)
     
LAZZATE (MB) 
     
LENTATE SUL SEVESO (MB)
   
LESMO (MB)
  
LIMBIATE (MB)
 
LISSONE (MB)
 
LUISAGO
  
MACHERIO (MB)Gli 
 
MEDA (MB)
  
MEZZAGO (MB)
  
MISINTO (MB)
 
MONZA
 
MUGGIO'
    
ORNAGO (MB)
PARCO VALLE DEL LAMBRO
 
RENATE
  
RESCALDINA (MB)
  
RONCELLO
 
RONCO BRIANTINO
       
SEREGNO (MB)
  
SEVESO (MB)
   
SOLARO
  
SOVICO (MB)
  
SULBIATE (MB)
    
TREZZO SULL'ADDA (MB)
  
TRIUGGIO (MB)
  
USMATE VELATE
    
VAREDO
   
VEDUGGIO CON COLZANO
   
VERANO BRIANZA
   
VILLASANTA
       
VIMERCATE (MB)
     
Scrivi
   
               

   

     

 
      situazione al 2016
   
   
   
grande attacco al  residuo verde della brianza
   
In brianza "hanno"  speso circa un milione e mezzo di euro in ricorsi  ed avvocati   per eliminare il verde
   
 
 
 
 

Centinaia di alberi abbattuti per far posto ad altro asfalto e cemento nel NOSTRO Parco?

   
Dalla stampa si apprende che sono in corso accordi commerciali e finanziari nonché trattative su possibili modifiche che prevederebbero l’abbattimento di 1000 alberi per fare spazio ad altro cemento e asfalto per attuare degli adeguamenti alla pista dell’Autodromo. Questo per poter accogliere di nuovo la Superbike a Monza. 30 MOTO PER 1000 ALBERI? Noi siamo contrari a questo continuo scempio.
   
   
 
 
     
Novembre 2015 VARIANTE NORMATIVA AL PTCP PROVINCIALE:
 
 

ALCUNE VALUTAZIONI DEL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA “OSSERVATORIO PTCP DI MB”

 
 

La volontà espressa dalla Provincia di Monza e Brianza di una Variante normativa al PTCP per semplificare, correggere e rendere dinamiche alcune sue parti ci obbliga ad alcune valutazioni.


Abbiamo infatti l’impressione che, come prevedibile, alcuni portatori d’interesse, con le loro richieste possano e stiano esercitando pressioni affinché il PTCP venga rivisto in alcune parti normative rendendo i gradi di tutela più elastici e rispondenti alle esigenze da essi rappresentate.

   

CI PREOCCUPANO.....

 

Ci preoccupano molto i concetti di “dinamicità” e di “semplificazione” più volte richiamati come obiettivi da perseguire perché se non accompagnati da CHIARE norme di TUTELA, questi concetti, genericamente applicati, rischiano di indebolire e svuotare il PTCP, che ha già parti non propriamente robuste.

 

L’ascolto delle “esigenze produttive” laddove ci si richiama alla concessione della facoltà di ampliamenti o al soddisfacimento di richieste di ricollocazioni industriali su aree anche Agricole Strategiche (AAS) o di Rete Verde (RV) è uno degli elementi che meritano un approfondimento dettagliato per le implicazioni sia occupazionali sia di consumo di suolo.

Sul punto, registriamo la volontà della Provincia di definire delle condizioni minime per gli ampliamenti produttivi anche su aree tutelate, se queste sono contigue all’azienda, con una compensazione con acquisto e cessione di altra area da vincolare.

Situazione simile laddove alcune amministrazioni hanno chiesto la possibilità di dare il via libera a Ambiti di Trasformazione le cui aree ricadono in ambiti di tutela “stretta” del PTCP.

In questo “scambio” è stato richiamato un generico concetto di “equivalenza di qualità” delle aree e un concetto di “bilancio di consumo di suolo negativo o invariato”.

Un approccio RISCHIOSO soprattutto perché, prima di avventurarsi su questa strada, andrebbero puntualmente ed in modo chiaro, non interpretabile, serio ed esaustivo definiti quali siano i parametri atti a garantire l’”equivalenza qualitativa” così come andrebbe fatta un'analisi di quali siano le effettive aree di previsione di trasformazione sulle quali le amministrazioni non possono o non vogliono recedere.

 

AREE DISMESSE.....

Anche alle Aree Dismesse andrebbe dedicata una qualsivoglia norma per definire la possibilità di un utilizzo PRIORITARIO atto a mantenerne la qualifica produttiva e a consentire nuovi insediamenti della stessa natura onde evitare richieste di allocazioni su altre porzioni di territorio libere con conseguente consumo di suolo.

Positiva invece il proposito della Provincia di una progettazione e riqualificazione degli spazi aperti, soprattutto se si riesce ad accompagnarla con il mantenimento delle vocazioni lì precedentemente in essere.


Ambiguo e potenzialmente rischioso il passaggio introdotto dalla Provincia di una “semplificazione” normativa sugli Ambiti di Interesse provinciale (AIP) definendo una soglia di superficie dell’AIP sotto la quale non si fanno più intese Comune/Provincia.

Anche qui, può non essere sufficiente definire nella normativa “indirizzi” come contenuti minimi dei PGT.

La difficoltà di quantificare e dettagliare le compensazioni (parti del PTCP altresì già cassate dalle sentenze TAR)lascia spazio alle sole “sensibilità” degli amministratori, spesso poco in sintonia con le istanze di fermare il consumo di suolo.

Bisogna invece prendere in considerazione che gli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP) sono in parte oggetto di attenzioni perché aree ove ancora si possono pianificare previsioni edificatorie ma che sono anche (con le AAS) CORRIDOI VERDI di COLLEGAMENTO e aree di espansione o fasce di salvaguardia per i PARCHI.

Andrebbe quindi previsto nella Variante un grado di tutela più certo per tutte le zone verdi o libere da edificazione nelle immediate adiacenze dei Parchi, anche al fine di contrastare l’appetito immobiliare che vede il Parco non come bene assoluto da tutelare e ampliare ma solo come parametro utile a far crescere il valore immobiliare.

 

Questa Variante si sta evidenziando come una scelta delicata poiché potrebbe “aprire” il livello di tutela finora previsto sugli AAS.

Inoltre gli AIP (Ambiti di Interesse provinciale) si stanno sempre più dimostrando come “l’anello critico” che rischia di essere ulteriormente indebolito dall’automatismo di sottrazione all’accordo con la Provincia qualora qualcuno ne chieda l’utilizzo per soddisfare la realizzazione di ambiti di trasformazione.


Seguiremo con attenzione l’intero iter della Variante normativa al PTCP e alla Provincia chiediamo sin d’ora un confronto continuo e un’attenta e accorta valutazione che tenga conto di queste nostre preoccupazioni.

 

Coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB

   
 
03 luglio 2015
Conferenza stampa dell'Osservatorio Ptco di MB
   
Più verde e più parchi in Brianza!
 
     
    
 da *Vorrei
   
     
 
   
   
 

  
Coordinamento Ambientalista OSSERVATORIO PTCP Di MB

  
      
Protocollo di intesa tra Grugnotorto Comune di Desio e Comune di Seregno
        
 
     
Osservatorio PTCP    MB
   
PTCP DI MONZA BRIANZA SERVE CONCRETIZZARE LE NOSTRE PROPOSTE
PER PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI
      
NORME DEL PIANO e PROPOSTE GENERALI
   
   
 
 
Tutte le associazioni
dell'osservatorio
   
 
COMITATO PER L'AMPLIAMENTO  PLIS BRIANZA CENTRALE
     
 
WWF LOMBARDIA, WWF SEZIONE GROANE
   
Legambiente Lombardia, Circoli;"R. Giussani "di
Desio, Circolo Legambiente "Alexander Langer " di Monza, Circolo Legambiente "Laura Conti" di Seveso, Circolo di Seregno
   
Associazione Torrette Bini Dosso Boscone -Macherio 
   
 
Meda
   
 
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