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Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile
 
 
    
 

E’ Road Shock contro la Pedemontana

08 NOVEMBRE 2009   
 
   Ylenia Sina
VERTENZE. Contro l’ipotesi di scaricare cemento e 157 chilometri di asfalto nei boschi lombardi si fanno strada le assemblee di ambientalisti e cittadini. “Insieme in rete”.
Al via “Road Shock”. Questo il titolo scelto dalla rete “Insieme” per uno sviluppo sostenibile per le assemblee pubbliche che affronteranno il problema degli impatti devastanti della Pedemontana Lombarda, un’autostrada che unirà la zona di Varese a quella di Bergamo, passando per la Brianza. Una lingua d’asfalto lunga 157 chilometri tra autostrada, modifiche alle tangenziali e alla mobilità locale. «Road Shock è un nome ironico» afferma Paolo Conte portavoce di “Insieme in rete”, nata nel 2007 con l’obbiettivo di monitorare il progetto «assegnato in risposta al Road Show, l’evento realizzato nel 2008 dalla Società Pedemontana per mostrare le “straordinarie opportunità” dell’opera».
 
 
E' partito ieri, alle ore 21, a Meda presso l’auditorium della scuola Anna Frank in via Giovanni XXIII. Da Vimercate a Desio, da Mozzate a Seveso, di settimana in settimana, per terminare ad Arcore e Macherio all’inizio del 2010. Durante gli incontri, la rete ambientalista informerà la popolazione sugli impatti che l’autostrada avrà nella Brianza: aree verdi completamente cancellate, parchi regionali e comunali tagliati a metà, aumento del traffico e, di conseguenza, dell’inquinamento.
 

 
Verrà distrutto il Bosco delle Querce, un’area «dove è pericoloso scavare in quanto contaminata dalla diossina dopo il disastro di Seveso del 1976», spiega Gianni Del Pero, geologo e rappresentante Wwf. Stessa sorte toccherà al Bosco della Moronera, tra Turate e Lomazzo, denominato “piccola amazzonia della Bassa Brianza” per le sue caratteristiche naturalistiche. «Tutto questo », continua Del Pero, «per superare di soli 4 km orari la velocità oraria rispetto alle strade già esistenti. Inoltre c’è da considerare che l’autostrada, che sorgerà in una delle zone più urbanizzate d’Italia, si porterà dietro altro cemento come nuove aree commerciali e zone residenziali. Senza risolvere il problema dei pendolari, per i quali sarebbe più efficace potenziare la rete ferroviaria ».
 
Nel tentativo di “salvare il salvabile” Road Shock si presenta anche come un’occasione per avviare una discussione sulla tanto dibattuta questione delle compensazioni. Quasi cinquanta progetti di “riqualificazione” ambientale, tra i quali spicca l’ambiziosa Greenway, un percorso ciclabile e pedonale che dovrebbe collegare la provincia di Varese a quella di Bergamo. «Il tentativo », spiega Paolo Conte, «dal momento che il progetto della nuova autostrada verrà comunque approvato e realizzato senza consultarci, è quello di imporre alla società Pedemontana un potenziamento delle compensazioni e richiedere, ove possibile, modifiche del tracciato». Ma ciò che preoccupa di più i cittadini sono i continui rinvii della discussione del progetto presso il Cipe che contribuiscono a rendere sempre meno trasparente il procedimento amministrativo e la definizione del tracciato definitivo