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Jöns Jacob  Berzelius

 
       
 Väfersunde-Sörgåid 20.8.1779 - Stoccolma 7.8.1848
1817 Selenio
 
       
Chimico che nel 1817 isolò il SELENIO componente fondamentale per lo sviluppo delle cellule fotoelettriche e successivamente per le riprese televisive.
  

 
       

Cenni biografici


   


Chimico svedese. Di povera famiglia, B. riuscì però a studiare medicina a Uppsala. In seguito fece l’assistente volontario a Stoccolma nella facoltà di medicina. Poco dopo l’invenzione di = A. Volta della pila, B. nel 1802 iniziò i suoi esperimenti sugli effetti chimici della corrente elettrica (= W. Nicholson), riscontrando dal 1803 nella sua collaborazione con W. Hisinger, che tutti i sali sono decomposti dall’elettricità. Da qui si sviluppò la sua concezione dualistica (cfr. più avanti) secondo la quale tutti i composti inorganici o organici sono costituiti da componenti positivi e negativi. Nel 1803, sempre con l’aiuto di Hisinger, scoprì il cerio, a cui fece seguire più tardi anche la scoperta del selenio e del torio. B. isolò, per primo, anche il silicio, lo zirconio e il titanio.

Il sistema dualistico di B. si basa sull’ipotesi che le più piccole particelle di una sostanza semplice abbiano una polarità elettrica ben definita. Ma in ciascun polo l’elettricità positiva e l’elettricità negativa non hanno la stessa forza. A seconda che domini l’una o l’altra, la sostanza è elettropositiva o elettronegativa. Le sostanze elettropositive acquistano sempre l’elettricità positiva quando si uniscono con una sostanza elettronegativa. B. suddivise gli elementi chimici in due grandi classi e suppose che il segno elettrico di ciascun elemento potesse cambiare a seconda del composto in cui entrava. Solo l’ossigeno era invariabilmente negativo. In questa classificazione gli elementi venivano ordinati seguendo la progressione delle loro proprietà positive; quelli attorno al centro della progressione avevano proprietà elettrochimiche non ben definite. In tal modo ogni composto risultava dall’associazione di elementi o di gruppi di elementi di segno elettrico opposto. Questa rappresentazione fu adottata universalmente. Essa si mantenne immutata nella chimica inorganica, anche quando i progressi la resero superata in chimica organica (dove comunque B. anticipò l’idea di radicale).

Convinto sostenitore della teoria atomica di = J. Dalton, B. volle verificare e confrontare le diverse posizioni sulla presenza di proporzioni fisse tra i componenti di un composto e no (= J.L. Proust e = C.-L. Berthollet) mediante un’enorme serie di analisi chimiche condotte su più di 2000 composti (1807-17) e in cui dimostrò capacità analitiche straordinarie. B., che nel 1815 era stato nominato professore di chimica presso l’Istituto medico-chirurgico di Stoccolma (si ritirò nel 1832), seppe trovare un accordo tra la teoria atomistica, quella delle proporzioni fisse e le concezioni sul ruolo dell’ossigeno nelle combustioni (= A.L.Lavoisier), costruendo una sua tavola dei pesi atomici, usando l’ossigeno come base (a cui attribuì il peso 100). Nel 1818 pubblicò la tabella dei pesi atomici di 45 dei 49 elementi chimici allora noti, tabella che estese e perfezionò nel 1828. Nel corso di queste ricerche, B. elaborò il suo sistema di nomenclatura chimica. B. scelse come simbolo la prima lettera del nome latino o latinizzato di ciascun elemento; per evitare confusioni e fraintendimenti in caso di ambiguità, la prima lettera veniva seguita da una lettera complementare. Associando queste iniziali B. inoltre otteneva la formula della sostanza composta, nella
quale i simboli erano accompagnati da esponenti numerici corrispondenti alle unità di peso atomico di ciascun elemento costituente il composto. Il principio di questa notazione non è mai stato abbandonato.

B. inventò, il termine di catalisi per designare il fenomeno associato con l’accelerazione della velocità dei processi chimici (azione catalitica è quella degli acidi sull’idrolisi dell’amido scoperta da = G.R. Kirchhoff, come anche quella della spugna di platino sull’elettrolisi). Secondo B. i legami fra atomi o gruppi di atomi nelle molecole erano di origine coulombiana. Scelse l’idrogeno come elemento di riferimento nella determinazione dei pesi equivalenti e introdusse il concetto di isomeria (nome che risale a B.) e allotropia. Studiò le proteine (anche in questo caso ne propose il nome, derivato dal greco prèteioj, "primario", per indicarne il ruolo fondamentale per la vita). Migliorò notevolmente, da grande analista quale era, la strumentazione del laboratorio chimico (tra l’altro: carta per filtraggi, tubi di gomma, tecnica delle pipette, bilancia). Negli ultimi anni le polemiche con i chimici più giovani lo amareggiarono profondamente.

Tutta la carriera di B. si svolse a Stoccolma e nel suo laboratorio lavorarono quasi tutti i chimici tedeschi che acquistarono rinomanza nel XIX secolo. Il prestigio dei suoi lavori, le rassegne annuali in cui commentava e sottoponeva a critica i lavori dei suoi collaboratori fecero di lui un vero legislatore della chimica. Il suo capolavoro è la formulazione della teoria dualistica e l’istituzione della simbologia chimica che in seguito avrebbero avuto una importanza considerevole non solo per il linguaggio dei chimici, ma anche nella rappresentazione e discussione di qualsiasi reazione. Il grande scienziato svedese esercitò un’egemonia incontrastata sullo sviluppo della chimica per circa 30 anni.