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ultimi
giorni abbiamo scoperto essersi finalmente risolta la questione dello
svincolo tra la nuova pedemontana e la SS36 (il viale Zara per capirci
meglio) che, nella versione fino a ieri in vigore, effettivamente
consumava un sacco di territorio. Mi fa quindi piacere sapere che nella
nuova versione saranno risparmiati 100.000mq di territorio verde
(questo almeno è quanto si apprende da dichiarazioni del
geom. Perri
rilasciate alla stampa). Fino qui nulla da dire. È
opportuno
però fare un po’ di storia e qualche
considerazione. Nel 2005 la
maggioranza guidata da Giampiero Mariani approvava una variante al PGR
in cui, tra le tante aree rese edificabili, erano presenti le tre aree
indicate con D1, D2 e D3. Inutile dire che, oggi come ieri, non aveva
alcun senso trasformare aree attorno ad una nuova autostrada da verdi
ad edificabili per un discorso di “riduzione
dell’impatto ambientale”.
Inoltre non essendo ancora definito il tracciato della Pedemontana, il
rischio che tali aree interferissero con la nuova superstrada era molto
probabile, ed infatti così è stato tanto che le
tre aree D1, D2 e D3
nella stesura del PGT preliminare di giugno 2008 erano dichiarate come
“INIZIATIVE INSEDIATIVE DA VERIFICARE NELL’AMBITO
DELL’ATTUAZIONE DEL
PROGETTO AUTOSTRADA PEDEMONTANA”. Nel
luglio
2008 la società Pedemontana toglie il
“vincolo” sull’area D2 (circa
20.000mq) e subito ai primi d’agosto la giunta Mariani
approva il piano
attuativo, ovvero non ci sono limiti per iniziare a costruire. Le altre
due rimangono “sub judice” perché
interferiscono con lo svincolo ed
infatti nella versione PGT adottata nell’ottobre 2008
rimangono solo
loro, questa volta con la dicitura P6a & P6B con la definizione
“INTERVENTI SUBORDINATI ALL’APPROVAZIONE DEFINITIVA
DEL PROGETTO DELLA
PEDEMONTANA”. Globalmente le due aree sono di circa 60.000mq.
Ora la domanda
(e sinceramente la preoccupazione!) è se nei famosi
100.000mq “salvati”
dallo svincolo, non ci siano magari i 60.000mq delle due aree in
questione che a qs. punto potrebbero essere costruite con buona pace
della conservazione del territorio verde desiano.
C’è però anche una
speranza! Siccome il
sig. Perri, oltre ad essere il dirigente della direzione territorio del
comune di Desio è anche e soprattutto un esponente principe
(se non
l’esponente principe!) di Forza Italia a Desio ed in Brianza,
e Forza
Italia è il partito che più di tutti si
è attivato e speso per
l’adozione di questo PGT, magari stanno cambiando un
po’ idea e,
partendo dal ridimensionamento dello svincolo, si faranno carico della
preservazione di tutte le aree verdi attigue (san Giuseppe per primo)
conservandole effettivamente. Spero
quindi
che la mia speranza non venga tradita, altrimenti le dichiarazioni
lette sulla stampa locale rischierebbero di essere sporcate dalla
sempre più popolare ipocrisia! Roberto
Corti - Capogruppo dei consiglieri comunali del PD-Desio.
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