Pedemontana, un disastro viabilistico

   
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Cesano Maderno   

   

       Cesano Maderno, insieme per difendersi dalla Pedemontana.

di Pino Timpani
Venerdì 11 dicembre 120 persone hanno partecipato
all'assemblea pubblica sul tema Pedemontata.

Sinistra per Cesano si è fatta promotrice dell'iniziativa, praticamente uno spazio pubblico lasciato alla discussione della popolazione, dove i comitati e le associazioni ambientaliste di diversi comuni si sono incontrati per trovare punti di convergenza e affrontare insieme le gravi problematiche che l'infrastruttura autostradale porta ai territori.
Introdotto brevemente da Massimiliano Bevacqua, esponente di Sinistra per Cesano, Patricio Enriquez, docente
del politecnico di Milano, ha avuto il compito di fornire una esauriente descrizione tecnica sul progetto del tracciato autostradale, focalizzata in particolare nella tratta B2 da Seveso a Desio. E' questo uno dei maggiori punti critici del tracciato, essendo previsto il passaggio della Pedemontana sul sedime dell'attuale super strada Milano-Meda. Si tratta di un aspetto abbastanza particolare e curioso, in quanto la nuova autostrada si appropria di alcuni chilometri di una delle più importanti direttrici di ingresso verso il centro di Milano.
 Il bizzarro "furto" non solo non risolve le problematicità del traffico attuale che, com'è noto a chi percorre quotidianamente la super strada, inizia ogni mattino con due filari di auto incolonnate in direzione Milano già all'altezza di Meda. Con la sovrapposizione di Pedemontana proveniente dalla provincia di Varese si aggiunge sulla vecchia direttrice per Milano ulteriore traffico, tanto che anche gli studi tecnici della Regione e della Provincia di Milano sono rimasti allarmati da alcune stime prospettate. Una serie di complessi problemi rimangono a quanto pare insoluti. L'interruzione della superstrada rischia di spostare gran parte del traffico nord-sud, un flusso propenso ad aggirare il pagamento del pedaggio, riversandolo nelle strade urbane delle cittadine contigue. A questo si aggiungono due complessi e devastanti svincoli previsti a monte e a valle dell'intersecazione, funzionali a reimmettere il flusso del traffico nord-sud sulla vecchia Milano-Meda e, come se non bastasse, il grave problema della movimentazione dei terreni adiacenti alla zona dell'Icmesa di Meda, dove è tuttora seppellita un grande quantità di diossina, fuoriuscita dalla fabbrica trenta anni fa.
L'assemblea è stata una grande occasione di dialogo dei comitati e delle associazioni che si sono succedute sul palco a cominciare da Dino Zoppellaro, del comitato di Bovisio Masciago, seguito da Salvatore Colombo di Cesano per Noi, da Viviana Pontiggia di Cives di Seveso e infine dal nostro Alberto Colombo, rappresentante di Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile. Le associazioni sono pronte ad unificare le forze e, se è il caso, anche a ricorrere al Tar o comunque chiedere grosse modifiche per la riduzione degli impatti e delle gravi problematiche arrecate alla circolazione locale.
   
 
DINO ZOPPELLAROSALVATORE COLOMBOALBERTO COLOMBO
   
L'infrastruttura modificherà sensibilmente anche il paesaggio. L'architetto Martinez ha fatto vedere una serie di sezioni del progetto, proiettate in rilievo, dove si possono vedere una vasta gamma di trincee, gallerie artificiali ricoperte, gallerie inscatolate in rilievo e sezioni sopraelevate. Per la prima volta il pubblico ha potuto vedere che tipo di trasformazione porterà Pedemontana al suolo: la pianura sarà riempita di colline artificiali di dimensioni diverse per estensioni ed altezza, modificando e alterando il paesaggio brianzolo della pianura in Pedecollina.
 
VIVIANA PONTIGGIA-CIVES SEVESO
   
Le associazioni e i comitati dicono ancora NO alla Pedemontana, pur tuttavia, ben sapendo che ormai la popolazione è stata irrimediabilmente abbindolata dal fascino discreto del formigonismo delle grandi opere, non avendo gli strumenti mediatici per farla rinsavire, hanno deciso di seguire insieme passo a passo per contrastare e rendere il meno possibile dannosa questa autostrada. Allora c'è l'intenzione di richiede con forza un Piano d'Area, strumento urbanistico che impedisce l'espansione incontrollata della cementificazione, la certezza della realizzazione delle compensazioni con ulteriori fondi aggiuntivi, soluzioni migliorative nei punti di maggiore criticità, come a Mozzate, al Bosco della Moronera di Lomazzo, a Lazzate, al Bosco delle Querce e una consistente riduzione degli svincoli.
 
 
Questa assemblea si è dipanata nel silenzio attento e serio dei numerosi presenti, in alcuni momenti ho rimpianto gli spettacoli presentati da Immagina Lomazzo nel Road-Shock di insieme in Rete. Troppa serietà rende tristi e non attira i giovani. L'età media del pubblico andava verso la cinquantina, persone che saranno pensionati quando l'autostrada sarà ultimata, mentre le nuove e ignare generazioni se la dovranno digerire per molti decenni del loro futuro vivere.

Volevo intervenire e sparare una delle mie tipiche battute glaciali per vivacizzare il dibattito serioso, ma visi accigliati mi hanno fatto desistere. Allora inserisco in questo articolo un video hip-hop calabrese, fatto da rappers dell''800 rifugiatisi successivamente in Aspromonte.

 
 
Si può anche ballare spensieratamente, identificando i primi e antichi responsabili dell'attuale sprawl in pianura Padana, coloro che posero le basi dello sbilanciamento nord-sud in Italia, creando una vasta area depressa da cui attingere milioni di lavoratori a basso costo e trasportali a vagonate a Milan. Buon divertimento e arrivederci ai prossimi Road-Shock del 2010
DA VORREI:    Cesano Maderno, insieme per difendersi dalla Pedemontana.
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