7 Altre proposte
Sotto
il profilo dell’occupazione del territorio, Desio ha ormai
raggiunto le sue possibilità e pertanto riteniamo prevalente la
riqualificazione del territorio e non la sua espansione. Per la città
di Desio è prioritario il risanamento del costruito anziché
pensare a nuove edificazioni. Dobbiamo purtroppo constatare che gli
ultimi interventi effettuati – vedi piano delle aree industriali –
sono stati dettati esclusivamente da speculazioni edilizie e hanno
prodotto lo strappo finale in un contesto ormai saturo, mettendo a
rischio anche quelle poche aree pregiate che resistono ancora a
stento. Riteniamo che ogni intervento pubblico debba avere una
ricaduta pubblica sulla città. Desio non è una città dormitorio ma
una città storica complessa e quindi il piano deve tenerne conto e
salvaguardare queste complessità
7.1 Riqualificazione e non espansione
E’
ormai evidente, ciò premesso, che bisogna puntare sulla
riqualificazione dell’esistente se si vuole conservare quel che
resta dell’identità territoriale, se si vuole mantenere la
dimensione abitativa entro limiti accettabili (ammesso che ancora lo
siano), se non si vuole diventare inesorabilmente una periferia
metropolitana degradata.
Sotto
il profilo della capacità insediativa, abbiamo dunque raggiunto il
limite, che non può essere superato creando nuove aree edificabili.
Nuove urbanizzazioni potranno essere prese in considerazione soltanto
per motivi di evidente interesse pubblico per la città e solo in
caso di dimostrata impossibilità di operare diversamente,
all’interno di un quadro complessivo di valutazioni che tenga conto
delle conseguenze generali a livello infrastrutturale, delle
dinamiche del traffico, della qualità effettiva della vita dei
cittadini in coerenza con le linee strategiche fissate nel documento
di piano.
Da
un’analisi riassuntiva i problemi emergenti da affrontare sono:
Negli
ultimi anni si è considerato questo problema come una questione da
affrontare con interventi di routine (vedi rotatorie), che risolvono
problemi immediati, magari creandone altri e senza inserirsi in un
quadro generale. Il Piano urbano del traffico è rimasto lettera
morta, ormai scaduto senza essere attuato. La prima urgenza, sotto
questo profilo, è di rifarlo e di attuarlo, rispolverando e
risolvendo la questione dell’attraversamento di Desio da parte del
traffico a lunga percorrenza; la questione dei parcheggi; l’ipotesi
di chiusura del centro storico. Tutte le questioni, insomma, che
incidono su una corretta agibilità del territorio. Per quanto
riguarda la Pedemontana è importante che il Pgt si rapporti al Piano
d’area per le grandi infrastrutture. E’ importante uno studio di
compensazioni e mitigazioni ambientali con piani particolareggiati
della Pbbedemontana perche’ non ci colga impreparati. Potenziamento
e completamento di tutti i percorsi ed i mezzi di mobilità
sostenibile, piste ciclabili, ecc.
-
Piano
generale della multiculturalità, anch’esso basato su un puntuale
censimento, per fare in modo che sia la pianificazione e non
l’emergenza a governare questi nuovi processi di conoscenza
reciproca, di rispetto e di conseguente integrazione, migliorando di
contro la sicurezza pubblica di tutti: migranti e non
-
Piano
culturale di rinascita cittadina. In stretta connessione con il
censimento di cui sopra, dovrebbe in una conferenza di servizi che
convochi forze politiche, associazioni, professionisti, forze
sociali, esperti di turismo, rappresentanti della futura provincia
di Monza e Brianza, storici locali: pianificare tutti gli interventi
di recupero materico, funzionale e culturale, di tutti gli edifici
antichi della città (p.e. Basilica, casa di Pio XI, le maggiori
chiese di Desio antiche e moderne, le cascine periferiche Bolagnos,
San Giuseppe, San Giorgio, San Carlo, la serie di cappellette ed
immagini devozionali, i maggiori edifici civili, villa Tittoni ed il
suo parco, zona piazza Castello con le sue ville Longoni, Carcano,
ecc., il Palazzo Aliprandi e tutto il sistema di corti cittadine,
aree archeologiche da valorizzare come in via Grigna; ecc.),
organizzandole su un sistema di percorsi storici, anche
interpoderali per metterli in rete e farli comunicare fra loro in un
percorso coerente, sostenibile e collegato con un percorso
sovracomunale provinciale di rete turistica.
-
Censimento
del patrimonio edilizio esistente. Ampliamento del centro storico
(ad oggi molti edifici, p.e. cascina San Giuseppe, non è
considerata centro storico, l’elenco potrebbe essere lungo), come
già suggerito sopra, e conseguente analisi delle tipologie edilizie
esistenti al di fuori di esso, con elencazione delle tipologie
prevalenti suddivise per zone omogenee, da cui derivare gli
interventi da assentire sul costruito, evitando costruzioni
dissonanti che deturpino il patrimonio, con aumenti spropositati di
volumetrie, slegate dal puro mercato finanziario ed al contrario
legate al reale fabbisogno abitativo. Creazione di una consulta
permanente bipartisan sul costruito per il monitoraggio del
patrimonio costruito e non, anche di prevenzione agli abusi edilizi.
7.2 idee operative
-
recupero
delle corti, favorendone la conservazione e, dove possibile, la
creazione di servizi (parcheggi pubblici e/o privati, esercizi
commerciali, etc.).
-
In
particolare, per le periferie oggetto della recente eccessiva
crescita, è importante:
-
l’incentivo
alla costruzione di autorimesse interrate;
-
il
coordinamento con i Comuni limitrofi per gli interventi sulle aree
di confine (es. San Carlo e San Giorgio).
-
Revisione del Piano Urbano del Traffico che affronti le problematiche
dell’attraversamento cittadino;
-
Parcheggi: valutazione dei posti auto, pubblici e privati, necessari
per ogni area di quartiere, definendo le modalità per la loro
realizzazione;
-
Realizzazione di percorsi ciclopedonali soprattutto di collegamento
fra le aree verdi e fra gli edifici pubblici fondamentali: scuole,
stazione, municipio, cimiteri, chiese, etc.;
-
Pensare ad un sistema di trasporto pubblico interno al comune, con
modalità innovative, economicamente sostenibile e che favorisca lo
spostamento dei cittadini, soprattutto quelli delle categorie più
deboli;
-
Prestare attenzione alle esigenze dei disabili per l’accessibilità
ai luoghi pubblici ed alle abitazioni;
-
Potenziamento delle strutture sportive pubbliche esistenti, favorendo
gli sport minori;
-
Riqualificazione di aree particolari (dintorni del Paladesio con
spazi per giovani e feste locali, e del forno inceneritore, con un
parco agricolo pienamente fruibile);
-
Istituzione e/o partecipazione a progetti di parchi sovracomunali;
-
Acquisizione effettiva delle aree a standard per ogni zona, per
evitare richieste di permuta e successive edificazioni da farsi
contestualmente al rilascio della concessione;
-
Revisione degli oneri, sia di costruzione che di ristrutturazione,
con un loro allineamento a quelli praticati dai Comuni limitrofi.
Criteri
di costruzione
-
Incentivare la realizzazione per i nuovi edifici multifamiliari
(palazzine, condomini), di uno spazio comune di ritrovo indoor per
facilitare l’incontro delle famiglie che vi abitano, così da
agevolare legami di solidarietà.
-
Incentivare utilizzo di metodologie avanzate, soprattutto con
l’intento di contenere i consumi energetici, con i di fonti
rinnovabili (energia solare, ventilazione naturale, etc.);
-
Realizzazione di impianti idonei al collegamento col
teleriscaldamento;
-
Tendere alla costruzione di edifici autosufficienti dal punto di
vista energetico, fissando dei parametri di riferimento, da
utilizzare anche quale criterio di scelta dei progetti da realizzare;
-
Recuperare le acque grigie per l’utilizzo civile nelle abitazioni;
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Obbligo di realizzare in ogni costruzione 2 box per ogni unità
abitativa, incentivando chi ne realizza un numero maggiore;
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Vietare la monetizzazione delle aree standard eventualmente da cedere
in loco,
Sistemi
di controllo
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Attuare modalità che garantiscano che quanto pianificato nel PGT
venga messo in atto e concretamente realizzato;
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Eliminare la discrezionalità di funzionari e tecnici; le scelte sono
politiche, con oneri ed onori che ne derivano.
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