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Giustizia - Si allarga l’inchiesta sulla Pellicano |
| Pronta l’istanza di fallimento per un’altra società di PonzoniPer il consigliere regionale si profila una nuova accusa di bancarotta, a proposito dell'immobiliare Mais srl | | | | | MILANO - Si allarga l’inchiesta sulla Pellicano, la società
immobiliare che ha messo nei guai l’attuale segretario del consiglio
regionale, nonché ex assessore del Pdl Massimo Ponzoni, indagato per
bancarotta fraudolenta. È attesa nei prossimi giorni infatti la
decisione del tribunale di Monza sull’istanza di fallimento avanzata
dalla procura brianzola per un’altra delle immobiliari riferibili al
37enne politico desiano, il più votato nel collegio di Monza e Brianza
alle ultime regionali con oltre 11 mila preferenze, recentemente finito
nella bufera a causa di un altro avviso di garanzia notificatogli dai pm
monzesi per corruzione. | | | La
società per la quale è stata chiesta la dichiarazione di
fallimento, sarebbe la Mais srl, un’altra immobiliare, il cui
nome compare nelle carte relative alla presunta bancarotta Pellicano.
Tra questa società e la Pellicano, fallita con sentenza del 12
gennaio, ci sarebbero stati scambi sospetti di denaro, che proverebbero
il reato di bancarotta. Rapporti «poco chiari» secondo gli
inquirenti. Per Ponzoni, potrebbe profilarsi dunque un’altra
accusa di bancarotta, oltre a quella relativa alla Pellicano, che lo
vede indagato assieme alla moglie, al cognato, e al suo commercialista.
Sempre dagli atti dell’inchiesta Pellicano, in cui risultano
vorticosi scambi di denaro con altre società e fatture per
operazioni inesistenti, è nato anche l’altro filone che
vede il politico regionale indagato per corruzione.
| | | Secondo l’accusa, avrebbe intascato 220mila euro da un costruttore
della provincia di Bergamo, Filippo Duzioni. In cambio, Ponzoni avrebbe
dovuto far valere la sua influenza negli ambienti politici brianzoli,
per far cambiare destinazione d’uso ad un area compresa tra i comuni di
Desio e Seregno, mediando con «pubblici funzionari» dei due comuni
(allo stato ufficialmente sconosciuti), che sarebbero stati
«diversamente ricompensati».
| | | Federico Berni 03 giugno 2010 | | | | Articolo originale | | | | | |
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