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| articolo da: Il Cittadino di Monza e Brianza 18 settembre 2009 | | | | |
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Seveso, tumori oltre la media Dopo 33 anni la diossina uccide |
| | Seveso - La diossina non vuole lasciare in pace Seveso. A
trentatre anni dal disastro ambientale, che ha puntato i riflettori di
tutto il mondo sul Comune brianzolo, viene pubblicato su una
prestigiosa rivista scientifica internazionale uno studio in cui si
prova che la diossina di Seveso era cancerogena, un aspetto già noto.
Ma la vera novità sta in una piccola frase della ricerca: «A rischio
tumori non sono soltanto le persone direttamente esposte, perché
abitavano lì al momento dell’incidente, ma anche quelle arrivate dopo e
i nati da donne esposte alla contaminazione». |
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I ricercatori -
A questa conclusione ci sono arrivati Angela Pescatori e Pier Alberto
Bertazzi, ricercatori della “Fondazione Irccs Ospedale Maggiore
Policlinico Mangiagalli e Regina Elena” di Milano, che hanno
trovato lustro sulle pagine di “Environmental Health”,
scatenando a catena discussioni, di esperti e non, e riaprendo tra gli
abitanti una ferita che forse non si rimarginerà mai. Ma su cosa
si è basata la ricerca? Le analisi prendono in considerazione
una fascia temporale che spazia tra il 1977, in pratica l’anno
successivo all’incidente dell’Icmesa, e il 1996.
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| I risultati
- Al centro dell’attenzione ci sono le forme tumorali riscontrate
negli abitanti residenti in zona “A”, ad altissima
concentrazione di diossina, “B”, ad alta concentrazione,
“R”, bassa, il tutto paragonato a una zona franca
dall’inquinamento. Particolare importanza l’hanno avuta le
donne per due aspetti. Nella zona a più alta concentrazione di
diossina la media dei tumori al seno è nettamente più
alta del resto del territorio e comunque della media nazionale. Altro
aspetto è che i nati da donne esposte alla contaminazione da
diossina, corrono un rischio sei volte maggiore rispetto ai coetanei di
donne non esposte di avere disfunzioni tiroidee. Sfaccettatura
quest’ultima emersa da uno studio di Andrea Baccarelli
dell’Università di Milano |
| | I tumori - La ricerca dei due medici della Fondazione Irccs va
però oltre e non si ferma a un’unica forma tumorale, prende in
considerazione anche il rischio di tumori linfatici e al sangue. Bene a
Seveso il problema non si ferma alle zone ad alta contaminazione, ma
tocca anche chi abitanti nei distretti limitrofi anche meno
contaminati. La conclusione è che la diossina fuoriuscita dall’Icmesa è
cancerogena. Un punto di cui si era già consapevoli, ma la ricerca
pubblicata su “Environmental Health” fa un passo in più e scrive
chiaro: «Non sono a rischio solo le persone presenti al momento
dell’incidente, ma quelle arrivate dopo». La ricerca parla in
particolare di una concentrazione di tumori per chi ha vissuto nella
zona “A”. L’area “A” è stata bonificata, le case rase al suolo e quindi
la gente in un secondo momento può aver abitato solo in altri punti di
Seveso. L' «arrivate dopo» non è temporalmente specifico. Dopo quanto? Il rischio è vivo ancora oggi?
| | | | Cristina Marzorati |
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