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DESIO 2 MARZO 2009
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| CONSIGLIO COMUNALE APERTO |
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TERMOVALORIZZATORE DI DESIO: TRA
PRESENTE E FUTURO |
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| (parte TERZA) | |
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Io poiché sono una
persona molto concreta volevo fare una proposta, se era possibile.
Diciamo pur condividendo i numerosissimi interventi che ci sono
stati, anche ricchi di competenza, perché credo che se siamo
tranquilli non dobbiamo deridere nessuno, dobbiamo ascoltare |
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con pazienza. Con
pazienza appunto facendo e utilizzando l’arma appunto della
tolleranza e della democrazia. Dunque, io volevo introdurre una
piccola nota polemica dicendo: ma l’Assessore regionale
all’Ambiente, che oltre tutto è desiano, stasera dov’è? Uno. Mi
dispiace che Gigi Ponti e la Brembilla facciano un po’ da stampella
a un modello che non è proprio rispetto ad un’ipotesi futura.
Allora io credo che tra l’altro noi celebriamo questo Consiglio
Comunale aperto in un territorio martoriato, perché anche se la si
vuole sottacere la questione delle cave abusive la dicono lunga
rispetto alla problematica grossa dei rifiuti. Allora io, proprio
perché diciamo sono un lavoratore, e sono concreto rispetto alle
problematiche, ma anche alla capacità di investire sul futuro,
allora io tengo la questione in maniera semplice. Se prima il forno
inceneritore poteva essere una 500, evidentemente, come dire, la
capacità di consumare carburante era di un certo tipo. Se oggi con
questi investimenti che il forno inceneritore si appresta a
realizzare, evidentemente diventa una Ferrari. Allora, credo che ci
sia qui una contraddizione a fronte di questi massicci investimenti
che si faranno sul forno inceneritore si dovranno poi pagare questi
investimenti, perché altrimenti rischia il forno inceneritore di
chiudere per banca rotta. E allora evidentemente questo mette in
rischio quelli che sono i buoni auspici, ovvero di continuare
nell’aumentare in termini percentuale la raccolta differenziata,
perché altrimenti è una grossa contraddizione, cari signori. E lo
dovete spiegare con calma ai cittadini, perché quando si dice la
sicurezza, la sicurezza di cui i cittadini hanno bisogno sono queste
questioni, non sono le ronde, sono il territorio, vivere il
territorio in maniera salubre, vivere in sicurezza, sapere cosa si
beve, sapere cosa si respira, perché la questione dei rifiuti può
essere fatta in maniera parallela rispetto allo scandalo e alla
vicenda dei trasporti in Italia, o della questione energetica in
Italia. Perché allora abbiamo queste contraddizioni? Perché
evidentemente non si è guardato oltre il proprio naso. Allora io
termino dicendo se vogliamo far funzionare la democrazia va applicato
un principio basilare, che è quello della trasparenza e del
confronto. Allora siete disposti a mettere a confronto, come dire, la
vostra ipotesi, ma in termini progettuali, in termini meccanici, e le
ipotesi che gli altri signori… cioè anche da un punto di vista,
come dire, tecnologico, se non ci sono, come dire, retropensieri
fatelo. Perché i cittadini hanno bisogno di certezze. Questo è il
punto e il nodo fondamentale. Se non ci sono altre questioni dovete
farlo, anche perché dobbiamo capire le risorse pubbliche perché si
spendono in una maniera anziché in un’altra. Questa è la
preoccupazione di tutti, è la preoccupazione del sindacato, quello
di preservare l’occupazione, ma non l’occupazione tout court
qualsiasi esso sia. L’occupazione buona e l’occupazione, come
dire, che produca qualcosa di positivo. Questo è il principio che ci
deve… No? E non a tutti i costi voler insistere sul… Perché i
cittadini non sono impazziti, perché evidentemente grazie al cielo
la scolarizzazione è aumentata, e allora anche la conoscenza e il
sapere. E dovete avere la capacità di confrontarvi con questa
realtà.
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ARCHETTI SANDRO | | |
Sono in trasferta.
Sono Sandro Archetti, sono un Consigliere comunale del Comune di
Limbiate. Sono una voce non fuori dal coro, ma fuori dal territorio a
questo punto, perché non mi sembra che, se non sbaglio, siano
intervenute persone da fuori il territorio, ma noi siamo estremamente
coinvolti. Il centro di Limbiate dista dall’inceneritore meno di 4
chilometri, per cui insomma in qualche modo… La cosa che mi
sorprende, e quindi non sono qui né per strappare evidentemente
applausi, perché non conosco nemmeno tutte le persone che sono qua,
e non mi interessa nemmeno farlo. Però la cosa che mi sorprende
sostanzialmente è il fatto che le scelte che BEA, che la società
appunto BEA fa passano nei Consigli Comunali, nei vari Consigli
Comunali attraverso una proposta di aumento di capitale. Cioè nei
Consigli Comunali dei Comuni che sono serviti da BEA non c’è una
minima discussione sui piani industriali che BEA fa. Io non so
esattamente se questo ci spetta, però io ritengo che
sostanzialmente, visto che non è solo il territorio di Desio
interessato a questa cosa, sarebbe necessario quanto meno che la
discussione sia più partecipata possibile ritengo. E questa cosa è
una cosa che in qualche modo mi ha sempre lasciato un po’ perplesso
in questa roba. La seconda cosa velocissima che secondo me è
assolutamente necessaria è che serve pari dignità. L’assessore
Brambilla prima diceva una cosa giustissima, parlava delle tre R che
in realtà poi le norme europee dicono quattro R, perché ci sarebbe
anche il riuso dei prodotti, il riuso dei rifiuti. Una macchina di
seconda mano è riusata e non finisce in discarica. Io credo che ci
serve un forte investimento, e spero che i ponti che io mi auguro
sarà il prossimo Presidente della Provincia di Monza e Brianza, che
io sono convinto che riuscirà a fare, serve un forte investimento,
una specie di pari opportunità tra chi fa la gestione del rifiuto e
del trattamento, e chi invece fa la promozione della riduzione del
rifiuto, perché da questa cosa non se ne esce, perché è
completamente sproporzionata la forza, la potenzialità che hanno
diciamo le società che gestiscono l’interesse economico, che non è
l’interesse privato evidentemente. E' l’interesse della società
nel trattamento del rifiuto, e coloro invece che dovrebbero
promuovere la riduzione dei rifiuti. In questo momento non ci sono
soggetti che sono destinati a fare questa operazione. E quindi non si
riuscirà mai a fare una politica dei rifiuti, così come la Comunità
Europea prevede. | | | |
PRESIDENTE COPRENI | | |
’era il signor
Paolo Cazzaniga che aveva chiesto il discorso relativamente al guide
rent and trasfert, il project che è stato scelto è stato scelto per
il semplice fatto che in prima analisi si era visto, nel rifacimento
dell’impianto, la possibilità dell’autofinanziamento. Questo non
è stato possibile in quanto i Comuni non hanno soldi, per cui
abbiamo pensato a una tipologia di project, non dico unico perché è
stato già utilizzato per altre realtà costruttive tipo ospedali e
quant’altro, che è il famoso… è un contratto di project in
affitto con il riscatto. L’unica diversità che ha rispetto agli
altri, oltre che l’affitto con riscatto aveva come base il
controllo e la gestione, proprio per la peculiarità che ha BEA di
essere totalmente pubblica con il 20% della Provincia, e il resto dei
Comuni limitrofi che partecipano. Per cui questa tipologia di project
è stata scelta per questo motivo perché dava il massimo della
garanzia, il massimo del controllo, e il massimo dell’economicità
perché qualsiasi appalto che viene fatto di questo tipo deve essere
chiaramente di interesse pubblico come base fondamentale. Per quanto
riguarda invece tutta la procedura, molto complessa, sia tecnica,
senza togliere niente a nessuno, né a noi, né a voi presenti che vi
ho visto anche molto preparati, e naturalmente questa è una fase
preliminare, siamo in fase di verifica per quanto riguarda le
offerte, tutta la fase di progetto esecutivo, tutta la fase di
assegnazione avrà tutto un iter molto complesso di autorizzazione,
viaria e quant’altro, che permetterà di dare soddisfazione a tutti
quanti, politici, non politici, imprenditori, non imprenditori per
potere arrivare alle soluzioni del caso. Per cui qui nessuno ha
scritto niente nella pietra, noi facciamo tutti gli atti che
l’assemblea… perché in Regione, in Provincia o al Ministero si
va con degli atti non con l’aria fritta, nel senso che bisogna fare
tutti dei passaggi amministrativo–legali. Bisogna acquistare i
terreni, bisogna acquistare quanto è necessario, bisogna definire
praticamente tutta quella fase procedura di salvaguardia che prevede
la legge. Non l’abbiamo fatta noi la legge, attenzione. E le nostre
leggi sono senza dubbio le più restrittive, però, ripeto, quanto è
stato fatto fino adesso, e siamo arrivati a questo punto con gradi
difficoltà, più che altro per un problema di mancanza di risorse da
parte dei soci fondatori di poter provvedere in proprio a poter
realizzare questi impianti. Il secondo passaggio che | | |
volevo rispondere
era Mingotto. Mingotto, la BEA non ha fatto solamente tutti quei
passi che ha fatto di salvaguardia, o perché a livello
occupazionale, a livello di informazioni chiaramente le nostre
Amministrazioni che ci (inc.), noi facciamo sempre gli impianti
aperti, comunque il forno è sempre aperto, chiunque veniva non lo
abbiamo mai rifiutato. Questo è il settantesimo incontro che faccio,
privato o pubblico che sia, molti Consiglieri sono venuti più volte
al forno a vedere addirittura il progetto. Il fatto che non si è
pubblicizzata a livello pubblico è perché siamo ancora in fase di
gara, non è possibile. Non è possibile. Quando terminerà questa
fase metteremo a disposizione pubblicamente tutti gli atti come
previsto dalla legge. Per cui non c’è niente di omertoso come si
vuole fare credere, anche perché tutte le informazioni noi cerchiamo
di darle. E' molto partecipata la BEA, non è qualche cosa di
astratta, è qualche cosa che migliaia di studenti e di cittadini
vengono tutti gli atti a fare visita. Io darei la parola adesso…
Per cui, scusa Mingotto, noi abbiamo fatto 60 posti di lavoro a
Seruso, per cui ribadisco, non è solamente il 100% di quanto viene
fatto di BEA è il territorio di Desio. Il territorio di Desio come
impiantistica intercetta il 35% del totale del rifiuto su 185.000
tonnellate che si gestiscono sul territorio. Parlo del RSU, quello
che noi abbiamo la tracciabilità, l’altro speriamo che la politica
e la responsabilità dei cittadini diano maggiore spazio affinché si
possa controllare anche questi due terzi che non si riesce a capire
dove vanno a finire. Per cui è importante che ci siano gli impianti
terminali. Per cui sono altre 60 persone che in questi anni hanno
trovato posto di lavoro. E ribadisco come noi portiamo 1.400.000
persone a Verderio credo che il cittadino di Verderio magari qualche
dubbio ce l’ha nel fatto perché tutte queste frazioni,
differenziate e non, perché non tutto poi arriva bello pulito,
perché noi facciamo il multileggero, ma chi ancora fuori da questo
territorio, parlo dei Comuni limitrofi della Brianza milanese, il
CEM, che arriva con il sacco viola, non vi dico quale quantità
percentuale di scarto contengono queste tipologie di raccolta. Per
cui creano ulteriori problematiche. Lascio la parola all’Ingegnere
per quanto riguarda alcune informazioni di carattere tecnico, e poi
ad D’Ascanio per quanto riguarda la risposta per quanto riguarda le
frazioni differenziate. | | | |
INGEGNERE FUMAGALLI | | | |
Io avevo due
precisazioni da fare. Una precisazione riguardava il potere
calorifico del rifiuto che era stato chiesto. E l’attuale potere
calorifico del rifiuto è dai 3.400 ai 3.800 kcal per chilogrammo.
Questi sono gli ultimi dati delle analisi fatte sul conferimento del
rifiuto all’impianto di incenerimento. La seconda precisazione che
volevo fare, qualcuno ha detto che l’impianto di Desio è privo di
certificazione ambientale. Questo non è vero, perché l’impianto
di Desio ha l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla
Regione Lombardia. Rilasciata dalla Regione Lombardia e vorrei
precisare che l’autorizzazione… Quando? Nel mese di giugno del…
No, nel mese di agosto del 2008. | |
No, non è vero.
L’autorizzazione integrata ambientale è stata rilasciata a tutti
gli impianti nel 2008. Non all’impianto di Desio. Nel 2007,
scusate. Non all’impianto di Desio, per cui tutti gli impianti sono
stati… Tutti gli impianti che effettuano… | |
E' stata una nuova
norma introdotta dalla Regione Lombardia. | |
E volevo dire che
l’autorizzazione integrata ambientale va a fare un esame di tutta
l’attività dell’azienda… | |
l’autorizzazione impiantistica, l’autorizzazione dell’impianto
di Desio è sempre stato autorizzato con, come tutti gli impianti,
autorizzazione che avevano durata quinquennale. Per cui ogni cinque
anni la Regione Lombardia riautorizzava l’impianto. L’ultima
autorizzazione, quella integrata ambientale del 2007, la Regione
Lombardia non solo ha fatto il rinnovo dell’autorizzazione, ma in
questa autorizzazione è andata a fare un esame complessivo e
dettagliato di tutta l’attività esercitata dall’azienda. E
quindi… | | |
Certo che ce l’ha il DeNOx. Certo, al DeNOx Termico. | |
DeNOx è un’apparecchiatura che serve per ridurre gli ossidi di
azoto, e siccome la normativa europea, il 133, recepito in Italia dal
D.Lgs 133… | |
volevo chiudere il discorso dell’autorizzazione integrata
ambientale, che era l’ultimo punto che volevo dire.
L’autorizzazione integrata ambientale va a vedere tutta l’attività
dell’azienda. Quindi l’attività di smaltimento, l’attività di
trattamento, e tutte i reflui e i rifiuti prodotti da questa
attività, e le modalità con cui vengono trattati e smaltiti in
forma integrata e complessiva. Questo è quello che volevo dire. | |
Le ceneri volanti vengono captate separatamente, vengono mandate ad
impianti specializzati di trattamento, e dopo il trattamento vengono
posti in discarica. | | | |
D’ASCANIO | | | |
FORNO INCENERITORE DI DESIO: TRA
PRESENTE E FUTURO
Io ho dedicato trent’anni della mia vita a spingere le raccolte
differenziate, quindi nessuno può accusarmi di essere contro.
Esattamente venticinque anni fa, quando avevamo solo le campane
stradali e si faceva solo un po’ di raccolta di carta c’era un
altro problema, che si voleva fare la terza linea in questo Comune.
Non so se qualcuno ha l’età abbastanza per ricordarselo. La terza
linea dell’inceneritore. Ai tempi si propose, prima di farla questa
terza linea, di spingere la raccolta differenziata. Solo allora
avremmo dovuto ragionare sulla terza linea. Ai tempi avevo proposto,
avevo previsto un 60% e sono stato accusato da tutti che stavo
facendo demagogia. A distanza di quindici anni, di vent’anni
nemmeno lo abbiamo superato quel 60%. Quindi io non credo che non si
possa arrivare più avanti. E' più faticoso, perché la gente… ad
un certo punto si interrompe la raccolta differenziata, perché è un
fastidio, e bisogna essere costantemente sul territorio a spingerla
questa cosa. | |
In questi Comuni, almeno per alcuni Comuni, non so tutti, perché non
posso conoscerli tutti, l’informazione è stata anche scritta in
arabo, scritta in francese, scritta in inglese, quindi l’informazione
ha circolato, perché in ogni Comune circola un libretto di
istruzioni. | | .....
Sto portando la mia esperienza, sperando che serva a qualcosa. Se poi
non serve la buttiamo via, non c’è problema. Insisto, io ancora
oggi lavoro sul fatto di spingere ancora ulteriormente le raccolte
differenziate. Ma io spingo ulteriormente alla qualità delle
raccolte differenziate, perché non possiamo dire: abbiamo fatto il
60, 70% di raccolta differenziata, poi nella cernita di questa
raccolta differenziata scopriamo che c’è altro. Quindi, ripeto,
più informazione per arrivare alla qualità della raccolta
differenziata, più informazione per arrivare a superare anche quel
65, quel 70, che tutti ci pensiamo, ma dopodiché ci dobbiamo
fermare, non c’è più niente. Non c’è più niente da separare,
correttamente e pulito, questo sto dicendo. Nella raccolta
differenziata se è plastica deve essere plastica, non può essere
un’altra cosa. E questo per quanto riguarda le raccolte
differenziate. Prima ho sentito una richiesta del sacco prepagato… | | |
Il sottoscritto ha cercato di attivarla in un Comune ed è stato…
Prima mi pare di aver sentito il Sindaco Stella, è stato
sperimentato nel Comune di Bovisio Masciago, e non ha funzionato
perché i cittadini non hanno collaborato. Hanno avuto tutte le
informazioni, ve lo assicuro perché le ho vissute io queste cose.
Tutte le informazioni, io ho sempre sostenuto il sacco prepagato
perché è un sistema che costa zero lire, o zero euro, perché un
sacco di plastica, così come già lo compriamo oggi, e lo avremmo
comprato domani, solo che diventava un sacco ufficiale, quindi che
aveva un volume, e una volta riempito tu pagavi quel volume. Bene,
non ha funzionato, probabilmente non siamo ancora maturi abbastanza,
non lo so. C’abbiamo provato, ve lo assicuro, sono stato uno dei
promotori, siamo andati avanti un paio d’anni, ma alla fine,
siccome il rifiuto diventa anche una questione igienico sanitaria, se
uno non lo infilava dentro in quel sacchetto e lo esponeva lo stesso,
o lo abbandonava in giro bisognava raccoglierlo lo stesso. E quindi
diventavano dei costi enormi, ma non perché non funziona il sacco
prepagato. Il sacco prepagato funziona, ma purtroppo non siamo ancora
maturi probabilmente. E non a caso questo Comune ha raggiunto il 70%,
non a caso. Quindi vuole dire che funziona, ma non siamo ancora
maturi per fare questo. Se me lo chiedete a me io sono disponibile a
rifarlo domani mattina, ma non funziona, perché crea un danno
economico agli altri cittadini che invece lo fanno. Quindi reprimere
sul rifiuto, cioè la repressione sul rifiuto non funziona. Bisogna
invece dialogare. Io lo faccio tutti i giorni questo lavoro qui.
Tutti i giorni dialogo, tutti i giorni cerco di spiegare il perché e
il per come. A volte mi accusano di leggi che non ho fatto io, e
cerco di applicarle. Però insisto nel dire che può funzionare – e
sto parlando di raccolta differenziata – aumentandosi sicuramente
l’informazione, ma può funzionare solo se tutti noi cittadini
insieme ci mettiamo a fare veramente questa cosa. Altrimenti non sta
in piedi, non può funzionare, | | |
non si riesce ad imporre di legge a bastone uno a fare la raccolta
differenziata. Altrimenti non avremo lo stipo che abbiamo in giro di
rifiuti abbandonati. Non li avremmo. Tutti i giorni io li vedo in
giro i rifiuti abbandonati. Prendete la superstrada e li vedete agli
ingressi delle superstrade. Andate a vedere i cestini che ci sono in
giro che servono a prendere il piccolo rifiuto, e dentro invece ci
troviamo il sacchetto di rifiuto, di chi non vuole fare la raccolta
differenziata. Così non lo riconoscono e rimane lì. Quindi è
abbastanza complesso il tema, posto che il tema dell’incenerimento
o di altro è tutto ciò che rimane. Io sto parlando a monte. Poi la
riduzione dei rifiuti, sono pienamente d’accordo, ma qui qualsiasi
cosa noi compriamo è imballata. Anche nel cibo per esempio, che
siamo andati a verificare cosa stava accadendo, oramai le famiglie
sono composte da un componente, quando va acquistare che fa la spesa,
parlo di mangiare, non di televisori, produce molto più rifiuto,
perché prende tutto imballato, in confezioni molto più piccole, ma
comunque tutto imballate. Quindi per quanto mi riguarda abbiamo già
raggiunto un ottimo risultato di raccolta differenziata, ricordandomi
da dove siamo partiti, e ciò non toglie che possiamo andare avanti.
Nessuno lo vieta questo, però è l’impegno di tutti, perché il
problema dei rifiuti non è solo un fatto politico, è un fatto di
collaborazione di tutti. | | |  | | | |
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Dunque, noi riconosciamo pienamente gli sforzi fatti a livello di
raccolta differenziata nel nostro territorio, non siamo stupidi,
sappiamo che per esempio il porta a porta in tante parti d’Italia
ancora non c’è, e noi ce l’abbiamo. Sappiamo appunto di tutto
quello che è stato fatto, e lo riconosciamo alle persone che lo
hanno fatto. Siamo d’accordo sul fatto che è un problema culturale
di educazione dei cittadini, però io vorrei chiedere, a chi se la
sente di rispondere, come mai per esempio a Sorrento sono al 74%,
17.000 abitanti. A Berlizi, in provincia di Salerno, sono al 77%. A
Napoli, quartiere Colli Aminei, dove hanno cominciato da sei mesi,
sono al 77%. Lì stanno facendo la sperimentazione sul porta a porta
e tutto quanto. Per cui secondo me non è una questione di tempi, è
una questione di volontà politica e di impegno.
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CONSIGLIERE
FRANCESCO CORTESE | | |
Innanzitutto volevo ringraziare la partecipazione dei cittadini su
questo gravoso e annoso problema che spero che almeno in futuro abbia
una certa riduzione di impatto. Ma nella discussione che comunque il
confronto è sempre utile, e penso che noi stessi dovremo se non
altro almeno aumentare questo tipo di partecipazione. Non lo dico
perché ci sono i presenti, ma penso che dovrebbe essere una norma,
almeno cercare le ulteriori possibilità di confronto. Nella
discussione che c’è stata – la mia è una domanda – più volte
ho sentito che un terzo – e mi si corregga se per caso sbaglio –
dei rifiuti ha una sua tracciabilità, invece il rimanente dei due
terzi no. Cioè è grave.
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Ho capito che è la realtà. La mia domanda è innanzitutto perché.
Non ci sono controlli, non c’è un autocontrollo, c’è un
disinteresse, è un qualcosa che aggrava molto di più quello che
diceva l’oratore che mi ha preceduto sulla raccolta differenziata,
oppure… Oppure non lo so. Magari si dovrebbero fare altri dieci
incontri come questo per poter capire il perché ci sono due terzi di
rifiuti che non si è in grado di monitorare. E' possibile magari
sviluppare di più questo problema? | | | |
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ntanto assessore Brembilla, se si ferma un secondo perché a questa
domanda c’entra proprio la Provincia, con il tecnico… Dunque, il
vero quantitativo del rifiuto prodotto, l’artigianale e il
cosiddetto assimilare degli urbani, facciamo l’esempio di Cesano
Maderno o di Bovisio, che sono sulla dorsale della Milano Meda, credo
che l’80% dei commercianti che vengono mobili a Milano non si
fermano nelle piazzuole di Baggio o di Cormano a scaricare i rifiuti
di Milano, ma siccome sono… Un po’ per pigrizia, un po’ per
tempo, magari è tardi, arrivano nei nostri Comuni, credo che succeda
anche a Desio la stessa cosa, anche se le nostre piattaforme sono
controllate con badge, e oggi c’è una normativa ben più
restrittiva rispetto a prima, che sarà anche un argomento molto
ampio che l’Assessore all’Ecologia dovrà affrontare con le
associazioni di categoria, perché ci vuole il permesso per poter
portare queste risulte da lavorazione. Bene, arrivano a queste
piattaforme e scaricano alle nostre piattaforme, e paga Pantalone. E
lì siamo già fortunati, perché comunque entra in una piattaforma
ecologica controllata. Figuriamoci se queste persone, abbiamo qui
Gigi Ponti, lui è stato addirittura minacciato di morte, perché ha
sequestrato un camion. Vero, Gigi? Qualche anno fa, ti ricordi? Bene,
queste persone qua se sono corrette li portano nelle piattaforme
delle singole città dove abitano, se sono scorrette li scaricano nei
boschetti o quant’altro. | | |
Sì, infatti a momenti gli sparano a Gigi però. Va beh, comunque
D’Ascanio, che ha fatto diversi interventi di sequestro…
D’Ascanio è qui, lui è un responsabile della Gelsia, vi posso
garantire che è difficile il controllo del territorio. Faccio
l’esempio dell’Oasi della Lipu che spesso e volentieri sia
Bovisio che Cesano vanno e puliscono quanto la notte prima gli altri
sporcano. Per cui senza dubbio è una questione di educazione, però
c’è anche un fatto di tutto quel sommerso che si chiama nero, che
molti piccoli artigiani fanno, perché siccome poi vanno a magazzino
per cui la Finanza devono denunciarlo, ed effettuano magari un
atteggiamento poco corretto abbandonando questo rifiuto. E questa è
già una parte di questi rifiuti che noi in qualche modo riusciamo a
rintracciare ed interveniamo. Noi, parlo di tutto il sistema di
raccolta e di smaltimento, e si mette in sicurezza l’area. Ma tutto
quell’artigianale, tutto quell’industriale che prendono altre
strade, è una battaglia che con la Provincia e con la Regione
cerchiamo di fare affinché siano normati questi flussi, anche perché
la maggior parte di queste tipologie sono settori di lavorazioni
monotematici, cioè o sono trucioli o sono plastiche o sono rottami.
Sono sfridi di lavorazione che a parole hanno un valore commerciale
sul mercato, di fatto anche i piccoli artigiani, le piccole
autofficine quando devono smaltire questi rifiuti arriva sempre il
cosiddetto conto terzi credo, trasporto per conto, i quali devono
pagare lo smaltimento. Naturalmente viene meno l’interesse da parte
dell’artigiano perché subisce continuamente una vessazione e un
costo. Allora noi chiediamo continuamente che l’Amministrazione e
le nostre società pubbliche, parlo di Gelsia e della SSP, che
intervengono ad avere questa concessione, che è una concessione
provinciale, affinché possano fare questo servizio per conto. | | |
CONSIGLIERA
LUCREZIA RICCHIUTI | | | |
La posizione del Partito Democratico, rispetto allo smaltimento dei
rifiuti, è aperta a tutte le possibilità e alle sperimentazioni che
hanno come scopo la riduzione dell’inquinamento. Viviamo in un
territorio fra i più inquinati al mondo, e la nostra priorità deve
essere quella di ridurre l’inquinamento utilizzando tutte quelle
metodologie che la scienza e le nuove tecnologie ci mettono a
disposizione. Esistono allo stato attuale realtà consolidate che
hanno optato per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti in
alternativa al loro incenerimento. Il trattamento biologico meccanico
dei rifiuti, a differenza dell’incenerimento degli stessi è un
metodo molto meno inquinante, ma presuppone una raccolta
differenziata spinta, che non è riscontrabile in Brianza se non in
alcuni Comuni virtuosi. La Brianza, dal punto di vista della raccolta
differenziata si può considerare in ottima posizione, rispetto al
resto della Lombardia, ma poi deve fare ancora di più per |
incrementare la percentuale di raccolta differenziata. Ma è
soprattutto la riduzione dei rifiuti alla fonte, la loro
riqualificazione e valorizzazione ciò che noi riteniamo
fondamentale. Ed è per questo che il Partito Democratico regionale
ha presentato un progetto di legge per stimolare la riflessione e le
scelte conseguenti sull’equilibrio degli stili di vita, rilevando
che l’educazione alla riduzione del rifiuto è un elemento
indispensabile per dare corpo ed efficacia a tutte le politiche
ambientali. Per questo bisogna che vengano coinvolte le diverse
categorie merceologiche dalla grande distribuzione alle imprese, ai
consumatori, con il fine di ridurre i rifiuti alla fonte. Riteniamo
altresì importante minimizzare la qualità dei rifiuti prodotti e la
loro pericolosità, senza dimenticare che la migliore cura è minore
produzione di rifiuto. Gli obiettivi che si pone il progetto di legge
sono, uno, di ridurre la qualità di rifiuti destinati allo
smaltimento finale del 20% entro l’anno 2010, rispetto ai valori
del 2000, e del 50% entro il 2020. Due, la riduzione del volume di
rifiuti pericolosi prodotti, del 20% entro il 2010 rispetto ai valori
del 2000, e del 50% entro il 2020. Questi obiettivi si dovranno
raggiungere attraverso un piano regionale gestioni rifiuti che
preveda lo sviluppo di forme e commercializzazione di imballaggi che
siano a carattere locale del sistema di produzione e di consumo di
alcuni prodotti. Per esempio i prodotti freschi e regionali. Progetto
di riuso: il dispenser e il vuoto a rendere sono pratiche da
incentivare. Bandi e concorsi per l’erogazione di incentivi
economici a tale e medie imprese per iniziative volte alla
prevenzione dell’impatto ambientale degli imballaggi, e della
riduzione a monte delle quantità immesse sul mercato. Attuazione dei
criteri di riduzione degli imballaggi nelle gare pubbliche. Progetti
di informazione e formazione rivolti ai cittadini consumatori. Corsi
di formazione nelle scuole da attuarsi con finanziamenti per spiegare
ai ragazzi la composizione dei materiali, e per creare in loro la
consapevolezza che ridurre i rifiuti è un bene. Rendere verdi gli
acquisti pubblici, scegliere prodotti e servizi tenendo conto
dell’impatto ambientale che questi causano nel ciclo di vita
dall’estrazione delle materie prime allo smaltimento dei rifiuti.
Nell’ottica della riduzione degli imballaggi prediligere la scelta
di prodotti senza, o con la minima quantità di imballaggio come
cosmetici o dentifrici privi di scatole o astucci. Questa è una
parte del progetto di legge regionale che è stato appunto
consegnato, depositato in Regione dal Partito Democratico. Qui volevo
fare tre brevi riflessioni. E' chiaro che un aumento della raccolta
differenziata, sommato ad una riduzione dei rifiuti alla fonte ha
come risultato una diminuzione dei rifiuti da smaltire. Tenuto conto
che la costruzione di un inceneritore è comunque un business per chi
lo costruisce, rimborsi Cip6, e vendita dei certificati verdi per
esempio, e che le tonnellate di rifiuti da incenerire devono essere
necessariamente quelle autorizzate affinché tutta l’operazione
economica possa stare in piedi, il pericolo che corriamo è quello
del turismo del rifiuto, e cioè che per rientrare nei costi si
accetti di incenerire rifiuti provenienti da altre province, regioni
o Stati, come avviene del resto normalmente in Germania. La seconda
riflessione. Il fatto che l’inceneritore venga costruito da un
privato, e non dal pubblico, evidenzia come la coscienza ambientale e
la salvaguardia del territorio non siano ancora ben radicate tra i
nostri amministratori, ma direi che neppure il calcolo economico sia
loro molto familiare. Se l’inceneritore fosse stato costruito dal
pubblico, attraverso un allargamento dei soci della BEA, avremmo
potuto evitare di fare un project financing, che ci costerà parecchi
milioni solo di interessi, che naturalmente incasserà chi costruirà
materialmente il forno, e che verrà pagato dai cittadini. Oltre al
fatto che un conto è essere proprietari del forno, un conto è
essere affittuari del forno. La terza riflessione. Alla luce di
quanto ascoltato in Consiglio, e tenuto conto dell’inquinamento
atmosferico, degli aspetti sanitari ed epidemiologici, del fatto che
il forno non produce aerosol ma diossina ed altre varie sostanzi
inquinanti, del fatto che diminuendo la produzione di rifiuti, ed
aumentando la differenziata si proporrà il fenomeno del turismo del
rifiuto a Desio; e Desio quindi diventerà il crocevia di centinaia
di camion provenienti da chissà dove, mi domando, signor Sindaco,
che non c’è… | | |
Ah, non la vedo. Ha cambiato posto, scusi. Se non sia possibile
prendere seriamente in considerazione la proposta di un confronto con
i tecnici e i cittadini che hanno fatto proposte alternative al forno
inceneritore. | | |
CONSIGLIERE
ROBERTO CORTI | | | |
Io non ripeto quello che ha detto la consigliera Ricchiuti su quelle
che sono le |
proposte e le azioni secondo noi più importanti, cioè quella della
riduzione del rifiuto alla fonte, dello spingere la raccolta
differenziata ai limiti oggettivamente sostenibili. Ma vorrei
sottolineare un po’ quello che stasera è emerso da questo
incontro. Io credo che si possano riassumere in due parole:
preoccupazione e richiesta di trasparenza. Che credo siano gli scopi
anche che ci diamo noi che amministriamo, e che assolutamente non
sono preclusi. Io ritengo che questa sera sia stata la prima serata,
perché comunque questo discorso è giusto che venga approfondito, è
giusto che se ne parli, è giusto che chi ha preoccupazioni le
manifesti. Ed è giusto che chi manifesta preoccupazioni poi abbia
delle risposte. E quindi io credo che magari le risposte che stasera
non siamo riusciti ad esaudire in modo compiuto penso che sia un
nostro impegno, un nostro dovere quello di cercare come
amministratori, come tecnici di esaudirle. Se sono stati portati dei
dati io credo che sia opportuno acquisirli, credo che sia opportuno
dare risposte perché giustamente le persone, e mi metto dentro
anch’io, ma ci possiamo mettere dentro tutti, vogliono essere
sicuri che quello che verrà realizzato, quello che sarà il ciclo di
gestione totale dei rifiuti sia il migliore tecnicamente
percorribile, praticabile. Fermo restando che però non bisogna
neanche correre il rischio di concentrarsi sul topolino e dimenticare
magari in giro l’elefante. Allora a me stasera il dato che ha
inquietato di più, e lo ha ribadito anche il consigliere Cortese, è
quel due terzi dei rifiuti prodotti nel territorio che non sono
tracciati. Allora io non vorrei che giustamente ci poniamo il
problema di quello che l’eventuale inceneritore, o un altro modo di
gestire la parte risultante dalla raccolta differenziata possa
generare, e ci dimentichiamo dei due terzi che alla fine vengono
smaltiti non si sa come. Magari nel modo più idoneo possibile, però
credo che politicamente questo tipo di impegno sia da prendere,
perché se no veramente ci concentriamo sul topolino e dimentichiamo
l’elefante. Dico un’altra cosa, io credo che non ci debba essere
chiusura preconcetta, e penso che neanche stasera questa sia emersa.
L’obiettivo che ci dobbiamo dare nella gestione del ciclo dei
rifiuti è di farlo nel modo più ecocompatibile possibile, fermo
restando che alla fine io ritengo che quello a
d' impatto zero non so
se esiste, dovremmo andare a cercare quello che impatta meno di
tutti. Perché se per smaltirlo in un certo modo ho bisogno di
energia elettrica, ci dovremmo porre il problema ad esempio di questa
energia elettrica a produrla quanto inquina. Se per smaltire i
rifiuti in modo economicamente compatibile sono costretto a fare
impianti di determinate dimensioni, e devo costringere mezzi a
muoversi per 100 chilometri, anche questo dobbiamo domandarci. Quindi
io credo che questa sera il messaggio importante che è arrivato a
noi, e che noi ci facciamo carico di prendere, è questo:
trasparenza, analisi, confronto tecnico. Perché per certi aspetti
stasera è sembrato quasi che si tifasse per una soluzione o per
l’altra, e penso che sia una interpretazione fuorviante la mia.
Però credo che nel momento in cui non si hanno delle risposte magari
qualcuno pensa al dubbio che magari non si voglia essere chiari. Io
credo che stasera sia emerso chiaramente che la volontà di chiarezza
c’era, c’è stata, dico ci sarà, perché non credo che questo
sia l’incontro finale, e questo credo sia l’impegno che come
Amministrazione possiamo prenderci. Quando ci sarà la chiusura di
questa fase di gara io credo che sarà il momento a quel punto per
andare a illustrare il progetto più nei dettagli in modo tale che
vengano date le rassicurazioni del caso, e credo anche in base a
quello che ha detto l’assessore Brambilla sia da tenere aperta la
possibilità di analizzare soluzioni anche alternative che dovessero
eventualmente emergere. Io credo poi che la proposta del confronto
tecnico alla pari, proprio nell’ottica dell’individuare la
soluzione migliore sia da prendere in considerazione. Quindi dal
punto di vista istituzionale non so questo come si possa
formalizzare, ma credo che non ci sia nulla di ineccepibile nel fare
in modo che questo confronto tecnico alla fine ci sia, perché io non
sono un competente in materia, come credo la gran parte di noi, credo
che ognuno di noi ha desiderio di avere le due, tre, quattro campane
per poter poi decidere con scienza e coscienza quale può essere la
soluzione migliore. Fermo restando che io non sono ancora convinto
che l’incenerimento sia una soluzione peggiore, così come non sono
convinto che un’altra soluzione alternativa sia meglio o peggio.
Credo che tutti noi abbiamo bisogno di avere questi elementi, anche
perché nel ciclo della gestione del rifiuto noi non consideriamo la
produzione di energia elettrica… Magari non la consideriamo con
sufficiente peso la produzione dell’energia elettrica, la
produzione di cascame termico, siccome un po’ termotecnico lo sono
anch’io, andare a produrre energia e calore in modo centralizzato è
decisamente, abbondantemente meno inquinante rispetto al farlo in
modo delocalizzato, cioè quello che diceva giustamente Copreni, che
andando a togliere, al di là delle caldaie quelle a olio pesante e a
robe del genere, o a gasolio che sono più inquinanti, ma anche
andare a togliere un certo numero di caldaiette monoutente vuole dire
ridurre veramente di molto le emissioni. Quindi se dobbiamo fare una
analisi di questo genere credo che dobbiamo allargare, perché
dobbiamo andare a vedere tutta la torta di quello che è quanto
emettiamo, quanto non emettiamo, quali sono le alternative. Dopodiché
in modo aperto individuiamo quelle che sono le soluzioni migliori.
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CONSIGLIERE
SERGIO MARIANI | | |
Pensavo questa sera… anzi avevo preparato un po’ di cose da
proiettare, però visto che non ha proiettato nessuno non proietto
neanche io, però mi permetto di dire che un metodo un pochino più
tecnico di presentare le cose è anche quello di proiettare. Mi
dispiace che nessuno lo abbia fatto, perché con le parole è un
conto, proiettare aiuta molto di più a capire. Allora ero indeciso
se intervenire, però due cose devo dirle, anche se non proietto. La
prima cosa è che ho sentito parlare di raccolta differenziata e
compagnia, allora mi è venuto in mente come trent’anni fa,
trentacinque anni fa c’era un sacco di gente, volontari, che
raccoglievano carta, stracci, rottame e quant’altro. E io l’ho
fatto per un po’ di anni, ma lasciamo perdere. Però mi chiedevo
questa cosa qua. Come mai trenta, trentacinque anni fa si faceva
questa attività, si guadagnavano dei soldi, e adesso noi li perdiamo
questi soldi? Cioè dobbiamo pagare per i rifiuti. Questa domanda
l’ho fatta più volte, ho fatto anche altre domande, che non hanno
trovato risposta, e anche stasera mi pare che troppe risposte non
siano arrivate. Il richiamo alla Regione, secondo me non è fuori
posto. E l’assessore Ponzoni doveva, non è che devo dirlo io,
poteva essere presente, soprattutto perché… Gli interventi fuori
microfono non vanno bene. Soprattutto perché l’Arpa della Regione
Lombardia è stata svuotata. Il problema è dei dati. Tutti chiediamo
dei dati, ma questi dati non potranno mai venirci, non potranno mai
esserci dati perché la Regione Lombardia, Formigoni per non fare
nomi, ha svuotato completamente l’Arpa regionale. Per cui l’Arpa
si può dire è in giro a curare le biciclette, non è in giro a fare
il suo mestiere. Questo lo abbiamo visto anche a Desio in alcune
situazioni, che poi sono stato anche condannato… | | |
Presidente, io prima di tutto faccio una richiesta formale di parlare
prima delle bagarre, perché è la terza volta che mi capita dopo, e
non funziona. Ma dato che quando si è gli ultimi poi si rischia di
ripetere le cose che hanno già detto gli altri, ed io non le voglio
ripetere, volevo solo sottolineare un aspetto brevissimo, che è
questo. Premesso che sono d’accordo su quello che hanno detto i
miei compagni di coalizione, di gruppo, di quello che volete, io
vorrei prendere in positivo quello che c’è stato questa sera, nel
senso che personalmente ho imparato molte cose, che certamente non
prendo come vangelo, ma che comunque mi invitano a riflettere. E
credo che la stessa operazione non si possa fare su altri versanti, e
quindi non immaginando che l’incontro di questa sera sia stata una
contrapposizione, ma se non altro la presenza di due proposte, e
considerato che con questo problema noi abbiamo a che fare in maniera
specifica, perché riguarda direttamente la nostra vita, la vita dei
nostri figli, vedendola asetticamente io credo che ci siano sul
tavolo parecchie cose sulle quali ragionare e discutere, proprio
perché è una questione sulla quale le strade che si aprono sono
sempre nuove e sempre migliori. Io credo che la decisione di
costruire un forno in questo momento, se viene presa in maniera
dogmatica, rischia di fermare anche quello che di positivo si può
portare avanti su altri versanti. E comunque ritengo, come hanno già
detto ormai tutti, e quindi chiudo, sia opportuno che con coloro che
propongono soluzioni alternative ci si incontri e si ragioni in
maniera aperta, e personalizzando il problema | | | | | |
Grazie a tutti e grazie per la civiltà dimostrata, al prossimo
incontro. Chiudiamo la serata alle ore 0.45. | |
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