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Desio, il parco sorgerà sopra una discarica
Partiti i lavori per riempire la cava di via Agnesi di
ALESSANDRO CRISAFULLI— DESIO —DAI UN’OCCHIATA
al cartello di inizio lavori «Recupero ambientale e territoriale ex
cava Farina». «Faranno un parco - pensi - verremo a fare il picnic».
Poi consulti il progetto e ti accorgi che il parco sopra lo faranno,
sì, con piste ciclabili e pedonali. Ma sotto? Prendete uno stadio di
San Siro, a occhio e croce, riempitelo e poi interratelo: ecco una maxi
discarica di rifiuti inerti, approvata da Regione, Provincia, Comune,
Asl e Arpa. Ben 900mila metri cubi di vetro, cemento, mattoni, fanghi,
miscele bituminose, gesso, ferro, legno, metalli, altri rifiuti non
biodegradabili, detriti di demolizioni, rifiuti solidi prodotti da
bonifiche di terreni. «Niente di inquinante», assicurano gli Enti. Un
vero e proprio «cimitero», che verrà riempito nel giro di 7 anni, con
un viavai medio di 50 camion al giorno (ma con punte fino a 100). A
cento metri dalle prime case e poco più da una serie di scuole. Alla
totale insaputa della cittadinanza. «Ma non è una discarica di rifiuti
- precisa l’assessore all’Ambiente Biagio La Spada - è la bonifica e
riqualificazione di una cava con materiale inerte: un’area che sarà
restituita, verde, alla collettività. Sono sicuro che nessuno
approfitterà per scaricare materiali non autorizzati». Il 3 marzo sono
partiti i lavori. Siamo in via Agnesi di Desio, nel terreno prima del
già tanto discusso termovalorizzatore. Qui dalla fine degli anni ‘80
c’è, abbandonata, la cava della ditta Farina Ezio srl con sede in
città. NEL SETTEMBRE 2006 il privato presenta la
domanda per la «realizzazione di una discarica di rifiuti inerti».
Nell’ottobre 2008 si conclude l’iter burocratico. Una decina di mezzi,
adesso, sono all’opera sia per creare il piazzale che nelle opere di
preparazione delle vasche, una di 25mila metri quadrati, l’altra di 43
mila, profonde 30 metri. «Il progetto - è scritto nella relazione -
prevede che il volume della cava sia riempito con materiale inerte,
circa 900.000 metri cubi (netti). La deposizione del materiale, che per
sua natura non dovrebbe produrre odori molesti, avverrà in maniera
controllata in modo da garantire il regolare scolo delle acque
meteoriche e la successiva copertura per l’inerbimento e la
piantumazione. Prima, verranno realizzate opere di impermeabilizzazione
e consolidamento delle vasche». Gli effetti sul circondario? Poca roba,
secondo la relazione sull’impatto ambientale: «Se da una parte occorre
considerare l’aumento di traffico e di rumore indotto dal conferimento
del materiale di riempimento, dall’altra appare evidente il beneficio
generato dalla creazione di nuove aree a verde...». OPPOSIZIONE
SCETTICA SUI CONTROLLI «E se ci finiscono dentro dei rifiuti
pericolosi?» — DESIO —IL PROGETTO della discarica non
è certo passato inosservato al centrosinistra: «La società ha per anni
scavato terra buona per diversi scopi che a noi non interessano -
attacca Lucrezia Ricchiuti del Pd -, guadagnando. Poi ha lasciato il
territorio devastato. Oggi si ripresenta un nuovo business: riempire di
rifiuti inerti la cava creando un’enorme discarica autorizzata. Dal
punto di vista del risanamento ambientale, i nostri amministratori sono
contenti perchè, dicono loro, verrà sistemata quell’area che faceva
schifo e pensate alla fine ce la cederanno gratuitamente, con vialetti,
erbetta, piante e magari una zona per la fauna...». E ancora: «Il
Comune - dice - ha avuto per anni sul territorio una cava che
rappresenta sempre un danno ambientale. La proprietà non si è mai
sognata di sistemarla perchè non era economicamente vantaggioso. Adesso
si ripropone un nuovo business: non si trovano aree in zona dove
scaricare gli inerti, e quindi perchè non riempire il buco con scarti
che arriverrano non si sa da dove? E soprattutto chi controllerà che lì
dentro butteranno solo inerti e non altro materiale? Per non parlare
dell’inquinamento e del traffico che provocheranno tutti quei camion, a
poche centinaia di metri dalle scuole. E il Comune come lo mettiamo a
tacere? Mah si, diamogli alla fine l’area gratis, con un po’ di erba e
qualche pianta, per di più da farne la manutenzione». Secondo il Pd le
alternative c’erano: «Anzitutto bisognava avvisare la cittandinanza
dell’intenzione della proprietà di costruire una discarica. Poi,
esistono altre possibilità di recuperare un’area degradata». Ale.Cri. il giorno |