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| da Corriere della Sera 4 febbraio 2009 |
Una è intestata alla moglie, nell'altra ci vivono il cognato e la suocera
Via le ville abusive dell'assessore
L'assessore regionale all'Ambiente Ponzoni (FI) dovrà rimuovere due edifici realizzati su terreno agricolo
MILANO - Il Tar della Lombardia
ha condannato la moglie, il cognato e la suocera dell'assessore
all'ambiente della Regione, Massimo Ponzoni, ad abbattere due villette
abusive perchè costruite su un terreno agricolo non edificabile a
Cesano Maderno, in Brianza. Lo riferisce stamattina il quotidiano la Repubblica.
La prima casa sarebbe intestata alla moglie del trentacinquenne
esponente di Forza Italia, Annamaria Cocozza, la seconda alla madre e
al fratello di lei, Argenio Cocozza e Maria Cacioppo.
Il sindaco di Cesano Maderno, Paolo Vaghi,
il 28 ottobre 2008 aveva firmato un'ordinanza per la demolizione degli
immobili. I familiari di Ponzoni hanno richiesto una sospensiva,
rifiutata dal Tar, che ha sancito che le due villette vadano abbattute
e ha condannato moglie, cognato e suocera dell'assessore al pagamento
delle spese processuali. Il Tar, spiegando che «la domanda dei
ricorrenti è stata correttamente rigettata in quanto dolosamente
infedeli in ordine alla data di ultimazione dei lavori», ha inoltre
deciso - secondo quanto riferisce il quotidiano - di trasmettere gli
atti alla procura della Repubblica di Monza. Ieri, i familiari di
Ponzoni - aggiunge La Repubblica - hanno informato il sindaco di Cesano
Maderno di aver iniziato la demolizione. Sulla vicenda, l'assessore
Ponzoni, da parte sua, ha fatto sapere di essere «sconcertato perchè nè
io nè la mia famiglia abbiamo mai risieduto lì nè siamo proprietari. E
non ho fatto alcun ricorso al Tar».
moglie del trentacinquenne
esponente di Forza Italia, Annamaria Cocozza, la seconda alla madre e
al fratello di lei, Argenio Cocozza e Maria Cacioppo.
Il sindaco di Cesano Maderno, Paolo Vaghi,
il 28 ottobre 2008 aveva firmato un'ordinanza per la demolizione degli
immobili. I familiari di Ponzoni hanno richiesto una sospensiva,
rifiutata dal Tar, che ha sancito che le due villette vadano abbattute
e ha condannato moglie, cognato e suocera dell'assessore al pagamento
delle spese processuali. Il Tar, spiegando che «la domanda dei
ricorrenti è stata correttamente rigettata in quanto dolosamente
infedeli in ordine alla data di ultimazione dei lavori», ha inoltre
deciso - secondo quanto riferisce il quotidiano - di trasmettere gli
atti alla procura della Repubblica di Monza. Ieri, i familiari di
Ponzoni - aggiunge La Repubblica - hanno informato il sindaco di Cesano
Maderno di aver iniziato la demolizione. Sulla vicenda, l'assessore
Ponzoni, da parte sua, ha fatto sapere di essere «sconcertato perchè nè
io nè la mia famiglia abbiamo mai risieduto lì nè siamo proprietari. E
non ho fatto alcun ricorso al Tar».
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| da Repubblica 04 febbraio 2009 |
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Il Tar condanna l'assessore all'Ambiente
"Abbattete le sue case abusive" |
| Massimo Ponzoni (Forza Italia), assessore
regionale all’Ambiente della giunta lombarda guidata da
Formigoni, non passerà certo alla storia per la tutela del
paesaggio, ma per la condanna ad abbattere due villette abusive
perché costruite su un terreno agricolo non edificabile a Cesano
Maderno |
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| di Andrea Montanari |
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Se non fosse certificato anche da un sentenza del Tar, sarebbe da
non crederci. L’assessore regionale all’Ambiente della giunta
Formigoni, Massimo Ponzoni (Forza Italia), non passerà certo alla
storia per la tutela del paesaggio lombardo, ma per la condanna ad
abbattere due villette abusive perché costruite su un terreno
agricolo non edificabile a Cesano Maderno, in Brianza. La prima
intestata alla moglie Annamaria Cocozza. La seconda abitata dal
cognato Argenio Cocozza e dalla suocera Maria Cacioppo.
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Molti nella cittadina dicono che una delle
villette è anche l’a bitazione dello stesso assessore, ma
lui preferisce non commentare e fa sapere che non è così.
Una vittoria del sindaco di Cesano Maderno, Paolo Vaghi, alla guida di
una giunta di centrosinistra "anomala", sostenuta anche da alcuni
consiglieri comunali ciellini, che il 28 ottobre 2008 aveva firmato
un’ordinanza in cui ingiungeva la demolizione
dell’immobile. "La legge deve essere uguale per tutti —
commenta ora soddisfatto — Chi ha commesso un abuso edilizio deve
essere punito, chiunque esso sia. La legge deve essere uguale per
tutti". Poi aggiunge sarcastico: "È come se l’a llora
ministro dei trasporti Enrico Ferri, quello dei 110 chilometri
all’ora, fosse stato pizzicato sfrecciare a 180 o come quei
parlamentari che in aula si dichiarano contro la droga, ma poi si
scopre che sniffano la cocaina".
La sentenza del Tar della Lombardia, che ha respinto la richiesta di
sospensione presentata dai familiari di Ponzoni, infatti, parla chiaro.
Non solo conferma che le due villette ora dovranno essere abbattute, ma
nel dispositivo lancia anche accuse pesanti. Per esempio che "la
domanda dei ricorrenti è stata correttamente rigettata in quanto
dolosamente infedeli in ordine alla data di ultimazione dei lavori,
come riscontrato dalle fotografie allegate agli atti". Tanto che il
tribunale amministrativo ha deciso non solo di condannare la moglie, il
cognato e la suocera dell’a ssessore lombardo all’ambiente
in solido al pagamento delle spese processuali, ma di trasmettere gli
atti alla procura della Repubblica di Monza.
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Dalla famiglia dell’assessore un ultimo
gesto disperato. "A far data da oggi — hanno scritto in una
lettera inviata al sindaco di Cesano Maderno — stiamo provvedendo
alla demolizione del manufatto in oggetto". Per alcuni maligni, si
tratterebbe solo di un escamotage per evitare di pagare anche il conto
della demolizione fatta da altri. Per evitare insomma che al danno si
aggiunga anche la beffa. Ma il Comune andrà avanti. Del resto,
Massimo Ponzoni, giovane rampante di Forza Italia, diventato assessore
di Formigoni un anno fa a soli 34 anni e dato in questi giorni anche
tra i papabili per la candidatura del Pdl alla guida della nascente
provincia di Monza non sarebbe nuovo ad alcune scelte chiacchierate.
Come quando alle ultime elezioni regionali — ricordano a Cesano
Maderno — fece affiggere sui suoi manifesti l’i nvito a
votarlo come concittadino fin dalla nascita sia a Cesano che a Desio,
due comuni oltretutto confinanti.
Il gesto sollevò molte polemiche. Nulla però in confronto
al caso scoppiato. Secondo i tecnici, una delle due villette non
avrebbe nemmeno dovuto essere costruita e l’altra è stata
ampliata oltre i limiti consentiti. Il tutto sotto gli occhi di chi ha
la responsabilità della tutela dell’ambiente in Lombardia. |
| (03 febbraio 2009) |
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